Gioco
Le lettere in difesa delle suore di Shangai
Mentre diventa sempre più insistente la voce di una chiusura delle attività delle religiose di San Giuseppe, parte una raccolta di firme. E in redazione arrivano molte letterecome queste
Gentile redazione, già oggi è comparso sul Tirreno un articolo ma vorrei parlare un pò anche io delle mie "suorine". Nel quartiere operano da decenni le suore di San Giuseppe dell'Apparizione, lo hanno sempre fatto con semplicità, umiltà e nel silenzio. In un mondo il nostro invece fatto solo di clamori, dove fanno notizia solo gli scandali,o presunti tali. Adesso la crisi finanziaria pare colpire anche loro. Attualmente vivono nella casa-famiglia di Shangay 3 suore. Suor Grazia che si è per anni dedicata al''accoglienza e recupero dei carcerati, suor Liliana che si occupa dei malati, suor Pasqualina al servizio della catechesi.
Tutte e tre inoltre impegnate ad aiutare come possibile gli umili, i deboli, gli emarginati cercando di far conoscere il Vangelo senza imposizioni ma portandolo nelle case. La Chiesa che va nelle case e non viceversa. Il Vescovo, per problemi finanziari, ha praticamente impedito loro di continuare il servizio che così preziosamente facevano alla popolazione. (Ricordo tra l'altro quando hanno ospitato il marinaio che si è salvato dal naufragio a Vada dove morì Davide Curcio) ed io mi chiedo se non si può far nulla per non farle partire. Sì, a settembre se ne andranno, visto che qui non hanno più ragion d'essere. Vi chiedo umilmente aiuto a far trovare un'altra soluzione, non si può tacere e perdere un bene così prezioso. Grazie, una lettrice
----------------------------------------------------------------------
La mattina di un primo dell'anno, qualche anno fa, forse10, giravamo per Livorno per piazzare dell'ottimo cibo: lasagne, zuppa e altro.
Il cenone non era stato fatto, ma il tutto era stato ordinato e pagato. Non si poteva buttare via, proprio il 1° dell'anno! Ci indicarono le suore di Shangay. Quando arrivammo alla casa delle suore ormai era quasi l'una e, in una stanza, era pronto un lungo tavolo, direi un puzzle di tavoli, con tovaglie di varie misure e fantasie, idem per le stoviglie. Nella sala però c'era un bel profumo e un'aria di festa ricca di ogni bene possibile. Tutto era pronto per accogliere chi? Immaginatelo voi.
Appena presentammo i contenitori pieni di provviste, le suorine, con le maniche rimboccate sopra i gomiti, si fecero in 4 per piazzare il tutto in frigo e serbarlo al giorno dopo. Perché in tanti avevano e hanno bisogno. La collaborazione è continuata negli anni. Perché lasciare ai cassonetti materiale in ottime condizioni? Una volta ci telefonarono perché una giovane donna non aveva niente, nemmeno il letto per il suo bambino e, quando abbiamo qualcosa che possa essere distribuito in forma anonima, loro, le suorine, ci sono. E ve lo dice una che anagrammando il nome si chiama ed è LAICA-. LAICA!!!
Lucia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google