Il Tirreno

Livorno

Ditta Lonzi, brucia la plastica: analisi dell'Arpat

Lara Loreti
Ditta Lonzi, brucia la plastica: analisi dell'Arpat

L'allarme è scattato alle sei quando dall'azienda hanno chiamato il 115: la cappa ha invaso tutta Livorno da nord a sud e il timore è che il fumo derivante dalla plastica bruciata sia nocivo per la salute

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Brucia la plastica e Livorno viene invasa da una nuvola di fumo grigio e maleodorante. Una cappa che è scesa sulla città dalle 5.15 del mattino a causa di un vasto incendio alla disfattura Lonzi, al Cisternino. A bruciare materiale plastico di scarto pressato accumulato nel piazzale della ditta. Squadre di vigili del fuoco si sono precipitate sul posto con autobotti per spegnere il rogo. Mezzi sono giunti anche da Pisa e sono arrivate anche botti d'acqua private.

L'incendio ha interessato un'area all'aperto di circa 50 metri quadri. Intanto la cappa ha invaso tutta Livorno da nord a sud e il timore è che il fumo derivante dalla plastica bruciata sia nocivo per la salute. Sono decine le telefonate che sono arrivate sin dalle prime ore del mattino al 115 da parte di cittadini allarmati.

Il sindaco ha emesso un'ordinanza in cui si raccomanda di «lavare frutta e verdure derivanti dai campi a 300 metri dalla ditta Lonzi e di non far mangiare erbe agli animali negli allevamenti circostanti». L'ordinanza sarà valida fino a che non saranno disponibili i risultati dei rilievi.

«L'incendio scoppiato questa mattina nell'azienda Lonzi Metalli è stato sedato e nell'arco della giornata l'area sarà bonificata e messa in sicurezza». Lo ha detto l'assessore all'ambiente del Comune di Livorno Mauro Grassi in apertura della conferenza stampa convocata a palazzo comunale e che ha visto riuniti al tavolo tutti i soggetti titolati a garantire la tutela dell'ambiente e della salute: Comune, Protezione Civile, Arpat, Asl e Provincia. «Ho voluto riunire a questo tavolo - ha detto l'assessore - i soggetti preposti al controllo ambientale per rassicurare la città e dimostrare come, anche di fronte ad un incendio di minime proporzioni, quale quello che si è verificato, sia subito scattato un intervento coordinato che ha visto a fianco dei Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Comune, Arpat, Asl e Provincia, ciascuno con le proprie competenze».

Arpat è intervenuta con le proprie squadre di tecnici per analizzare i materiali bruciati che risultano materiali disomogenei tra cui anche plastica. «Un quantitativo comunque  – ha rassicurato Stefano Rossi, responsabile del dipartimento di Arpat Livorno – di modeste proporzioni». Al momento le centraline non hanno registrato alcuna variazione di parametri (ossidi di azoto e zolfo) ma Arpat effettuerà nella giornata con appositi strumenti - a fini cautelativi-  campionamenti sulla qualità dell’aria per verificare  eventuali tracce di diossina sprigionate dalla combustione dei rifiuti. I risultati saranno resi noti nell’arco di qualche giorno.

L'assessore Grassi ha colto poi l'occasione per affrontare la questione delle aziende che trattano rifiuti, come la Lonzi appunto, che si trovano ad operare in aree ormai urbanizzate. «Due sono gli obiettivi che ci proponiamo - ha detto - coordinare i controlli sulle aziende che devono stare dentro processi autorizzati e renderli trasparenti. Ma principalmente rendere l'area più salutare. Occorrerebbe per questo liberare l'area, ma il trasferimento di queste aziende non è un processo coatto. È un'operazione molto complessa e difficile dal punto di vista urbanistico. Su questo il Comune procederà con strumenti adeguati, ma con la volontà di risolvere il problema».

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