Sicurezza
«Ma noi non c’entriamo nulla...»
Lo sfogo dei giovani durante le verifiche degli agenti. Tra loro spunta una donna
LIVORNO. «Non c’entriamo nulla con questa storia...». Sorpresa e incredulità da parte dei giovani indagati dalla Procura per l’inchiesta sull’attentato ad Equitalia. Ieri all’alba, al momento delle perquisizioni, molti di loro hanno rivendicato informalmente la propria estraneità ai fatti contestati dalla polizia che si è presentata nelle loro abitazioni mentre molti di loro ancora dormivano.
Sono accusati di danneggiamento in seguito a incendio e uso di armi in concorso. Ma alcuni di loro prendono le distanze dall’attentato incendiario del 12 maggio scorso. I giovani nel mirino della polizia sono un gruppo di amici che quella sera avevano trascorso la serata in giro in città. E tra c’è anche una donna - una ragazza di 24 anni - che è emersa nell’ultima parte delle indagini.
In base a quanto è emerso dal lavoro finora svolto dalla polizia, la ragazza, fidanzata con uno dei giovani del gruppo, non era presente sul posto al momento dell’attentato. La sua posizione sarebbe marginale e comunque ancora da chiarire. Probabilmente avrebbe coperto gli altri magari aiutando il fidanzato e i suoi amici a fuggire oppure a nascondere le tracce dell’attentato.
I nomi degli altri otto ragazzi indagati, invece, sono venuti fuori uno alla volta durante i due mesi di indagini. Per il momento la loro identità sono rimaste protette. «Le generalità degli indagati – spiegano dalla questura – non sono state rese note a causa dello stretto riserbo dell’indagine». Già oggi in Procura sono attesi gli avvocati dei nove indagati per visionare gli atti e rendersi conto della posizione di ognuno dei loro assistiti.
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