Il dolore
«Dipendenti interrogati dai dirigenti dopo la protesta»
LIVORNO. Un gruppo di lavoratori dà vita a una manifestazione per il pubblico impiego in piazza Attias. L’ormai famosa A viene tappezzata di volantini e uno, in particolare, mette il dito nella...
LIVORNO. Un gruppo di lavoratori dà vita a una manifestazione per il pubblico impiego in piazza Attias. L’ormai famosa A viene tappezzata di volantini e uno, in particolare, mette il dito nella riscossione dei tributi, confrontando l’aggio di Equitalia e Ica (che per conto del Comune si occupa delle riscossioni della Tosap). I lavoratori, fotografati, finiscono sulla stampa e in Comune partono gli “interrogatori” che fanno infuriare i sindacati.
La denuncia arriva direttamente dalla Rsu e dalle organizzazioni sindacali aziendali di Palazzo Civico, che in una nota spiegano le motivazioni che hanno spinto i rappresentanti dei lavoratori a chiedere un incontro urgente al sindaco.
Tra giovedì e venerdì, spiegano dalla Rsu, sei lavoratori sono stati ascoltati senza “preavviso sindacale” dal segretario generale e da alcuni dirigenti, dopo la manifestazione indetta il 3 luglio dal gruppo dei “pubblici dipendenti indignati del Comune”. In uno dei volantini si ipotizzavano anche «danni erariali per l’ente», così la dirigenza avrebbe ravvisato un’infrazione al codice di comportamento dei dipendenti, accusati di avere fatto dichiarazioni dannose per l’immagine del municipio.
«I sindacati – si legge nella nota inviata dalla Rsu – hanno rilevato il mancato rispetto di quanto previsto dalle disposizioni vigenti che regolano il procedimento disciplinare (tempistica, presenza al colloquio di un procuratore o rappresentante sindacale). Per questa ragione si sono presentati al momento della convocazione e hanno ottenuto, non senza difficoltà, di assistere ai colloqui per svolgere la loro funzione di tutela». «Vogliamo assicurare ai lavoratori – chiudono – che non sarà tollerato nessun tentativo di limitare la libera espressione delle idee e che vi si opporranno anche in futuro. In merito agli episodi specifici, valuteremo, per conto dei nostri colleghi, se ricorrono i presupposti per far valere il rispetto dei loro diritti in qualsiasi sede».
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