Gioco
Assunzioni Aamps, Rosi si dimette
La lettera è arrivata dopo l’accordo Comune-sindacati sui tre nuovi posti: il sindaco Cosimi cerca di mediare
LIVORNO. Il malumore era nell’aria già da qualche giorno. L’amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi, in rotta con i sindacati e in polemica col mondo politico, aveva rimesso il proprio mandato nelle mani del sindaco. Alessandro Cosimi gli aveva chiesto di restare, ma dopo l’accordo raggiunto lunedì pomeriggio tra i sindacati e l’azienda sulle assunzioni («l’accordo è con la proprietà, non certo con me», aveva borbottato Rosi lasciando la sala), il commissario ha deciso di mettere nero su bianco le proprie dimissioni.
Tornato a casa dal faccia a faccia con i sindacati, ha inviato una lettera a Palazzo Civico, spiegando perché non ha più intenzione di restare al proprio posto. Ieri il confronto via telefono con Cosimi (impegnato a Firenze per il consiglio regionale dell’Anci) è andato avanti per tutto il giorno. Un confronto serrato, teso, che con ogni probabilità si chiuderà oggi con la decisione ufficiale del sindaco. Rosi, per ora, non rilascia dichiarazioni. Ma le motivazioni del suo ritiro sono evidenti.
La rottura si è consumata sulle assunzioni. Dopo l’incontro con i sindacati mediato lunedì dal sindaco, Aamps si è impegnata a presentare entro il 30 settembre il piano industriale e ad assumere, entro fine novembre, tre autisti. Quei tre che avevano partecipato al concorso indetto tra il 2008 e il 2009 (le graduatorie scadranno a fine anno). Dall’altra parte i lavoratori rinunceranno al premio di produttività, circa 220mila euro.
Rosi, chiamato a inizio anno da Cosimi per trattare con le banche, rianimare l’azienda in stato di insolvenza e traghettarla verso la nuova società di ambito territoriale, ha detto chiaramente che fare assunzioni oggi sarebbe «una follia». Soprattutto dopo che - ha ripetuto davanti ai lavoratori - è stato chiesto ai fornitori di rateizzare i debiti milionari in quattro anni, rinunciando agli interessi.
Nei giorni scorsi l’amministratore unico ha sottolineato anche che se proprio tre assunzioni devono essere fatte, sarebbe meglio dotarsi di due addetti al termovalorizzatore e di un capo officina, non di altri autisti. Così lo schiaffo dopo l’incontro in Comune è stato doppio.
Forse tutto si può dire di Angelo Rosi, meno che sia uomo amante del compromesso. Quando il sindaco lo ha chiamato alla guida della partecipata, a inizio anno, è stato subito chiaro: voglio essere messo in condizione di lavorare, voglio carta bianca, la situazione è già difficile e richiede misure straordinarie.
Invece la sensazione è che strada facendo il commissario sia sentito commissariato. L’esempio è proprio la vicenda delle assunzioni, con una trattativa fatta in Comune e con anche il maggiore partito della città vicino ai sindacati. Almeno stando agli umori che si respiravano negli ultimi giorni nelle stanze della politica.
Lunedì Rosi ha lasciato il tavolo della discussione dieci minuti prima degli altri, dopo che il sindaco ha di fatto puntato a portare a casa un accordo che stesse a metà strada tra le posizioni dei vertici Aamps e i sindacati, che chiedevano garanzie sul futuro dell’azienda più sei assunzioni. L’amministratore unico, evidentemente, non si è sentito affatto “unico”. E non ha gradito. Cosimi questa volta riuscirà a ricucire?
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