Il Tirreno

Livorno

Sanità, niente accordo partiti divisi sui piani Asl

Sanità, niente accordo partiti divisi sui piani Asl

Nessun testo unitario dopo tre ore di discussione, Amadio: «Dopo le parole di De Filicaia, il Pd spieghi la posizione ufficiale sul direttore Calamai»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Era partita come la giornata per votare un documento unitario, o almeno ampiamente condiviso, per reindirizzare la sanità cittadina (e più in generale livornese), invece è assai probabile che di quelle 5 pagine rimanga solo l’ossatura. E che le richieste sul fronte della sanità divengano sempre più pressanti e specifiche.

Ieri pomeriggio si è riunita la quinta commissione consiliare, quella sulla sanità appunto. All’ordine del giorno, come ha chiarito in avvio di seduta il presidente Paolo Fenzi (Pd), c’era la discussione di un documento «frutto delle 25 voci della sanità che abbiamo ascoltato in commissione, dai sindacati al mondo del volontariato. Questi punti saranno portati al consiglio comunale tematico sulla sanità, che spero sia convocato al più presto».

Invece, dopo tre ore di confronto, è stato deciso di bloccare tutto. E lasciare ai consiglieri il tempo necessario - almeno una settimana - per presentare eventuali emendamenti al testo del documento. Una decisione dettata dal fatto che tutti, a parte gli esponenti del Pd, hanno avuto da obiettare sull’ordine del giorno. Un documento che di fatto, essendoci «necessità di una radicale e urgente revisione del sistema (sanitario, ndr)», impegnava il sindaco a «promuovere il coinvolgimento e la pienezza del ruolo istituzionale della Conferenza dei sindaci e a intervenire con la stessa Conferenza e con la Regione» per promuovere gli elementi emersi dal processo di ascolto della V commissione». Elementi che nel documento vengono enucleati uno per uno. Sette punti critici della sanità livornese. Prima di tutto la riorganizzazione della filiera assistenziale per intensità di cura (in pratica si faceva notare che con la diminuzione dei posti letto c’è da adeguare l’assistenza territoriale), poi la revisione del sistema di emergenza-urgenza, la necessità di smaltire le liste di attesa, la revisione del ruolo dei medici di base, il contenimento della spesa aziendale, il sistema di partecipazione del settore del volontariato e infine il ruolo della Società della salute.

Proprio contro l’istituzione della Società della Salute si è scagliato Lamberto Giannini (Sel): «Un capitolo da chiudere, una sconfitta totale». Sulla stessa linea anche Bruno Tamburini (Pdl): «Pensiamo a creare un altro soggetto, che riesca a far parlare i due settori di sanità e sociale».

La polemica sul documento è proseguita con Roberto Russo (Pdl): «Da questo testo si capisce che il Comune non sa cosa fare, sarebbe meglio ammettere di aver sbagliato. L’ordine del giorno è una contraddizione di fondo, dovete portare proposte concrete». Anche Marcella Amadio (pdl) ha definito il testo che doveva essere votato «tecnico e verboso», chiedendo poi, come già il collega Tamburini, chiarimenti sul fatto che il segretario comunale del Pd De Filicaia, durante la conferenza programmatica del partito, abbia fatto cenno alla necessità di un avvicendamento del direttore generale dell’Asl 6 Monica Calamai. «Su questo fronte non possiamo far finta di niente», ha detto Amadio. Polemica sulla «paralisi della maggioranza» da parte di Andrea Romano (Idv), mentre Tiziana Bartimmo (Prc) ha sottolineato che con questo documento «siamo oltre tempo massimo, si doveva fare già durante le prime riunioni della commissione». Hanno difeso il documento Alessandro Latorraca e Massimo Gulì (Pd).

Presa la decisione di non votare il documento, e di aspettare eventuali emendamenti, ha parlato il sindaco Cosimi, spiegando che di fatto l’articolo 9 della Spending review «chiude le Società della Salute, per questo dobbiamo ripensare la gestione del sociale della sanità». Il primo cittadino ha spiegato come non sia compito del sindaco nominare i direttori generali dell’Asl, ma certo «bisogna valutarli sui risultati, sulle cose che fanno».

Anna Cecchini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web