Il Tirreno

Livorno

Crociere, Livorno fa un’altra figuraccia

di Mauro Zucchelli
Crociere, Livorno fa un’altra figuraccia

Non c’è posto per il gigante di Royal Caribbean. Poche ore prima la compagnia aveva annunciato di voler puntare sul nostro porto

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LIVORNO. Il porto di Livorno ha fatto il bis anche se non è ancora passato un mese dalla figuraccia in mondovisione evitata solo per metà con la Carnival Breeze, una delle regine dei mari: costretta a saltare la tappa di Livorno nel giorno programmato per tornarci poi l’indomani.

Con la Liberty of the Seas, un gigante da 340 metri che porta 4mila passeggeri, è andata peggio: la super nave da crociera andrà a cercare appoggio a La Spezia (dove, peraltro, se la caverà appena meglio se, come riferiscono fonti portuali livornesi, la Liberty si fermerà in rada per far scendere a terra i turisti grazie all’uso di barche-appoggio).

La Liberty è stata respinta al mittente perché è di dimensioni tali che nel porto passeggeri attuale non è neppure pensabile collocarla, l’unica possibilità sono l’Alto Fondale e il Molo Italia, ma entrambi sono occupati da navi merci e i responsabili operativi della Porto di Livorno 2000, la società che gestisce il porto passeggeri, sono stati costretti a dire che quell’arrivo sulla banchina di Livorno, schedulato già da quasi un anno, non era possibile.

E non si tratta di un cliente qualsiasi: se l’altra volta era stato in persona il più alto vertice della Carnival a far fuoco e fiamme per l’inaffidabilità del porto di Livorno, adesso è la Royal Caribbean a lamentarsi del trattamento. Con un doppio paradosso che vale un doppio autogol. Da un lato: adesso che Msc ha detto che il prossimo anno se ne andrà altrove, fonti della Porto 2000 dicono chiaro e tondo che si tratta del principale cliente che «da solo vale il 60% dei nostri traffici». Dall’altro: risulta che proprio ieri mattina, poche ore prima del patatrac, fossero a Livorno i più alti responsabili di Royal Caribbean e avessero annunciato l’intenzione di intensificare i passaggi su Livorno dal 2014 e, avendo garanzie di standard di produttività, facendone uno dei porti-base per il vettovagliamento.

«È un fatto gravissimo, non è possibile accettare questa situazione», dice Roberto Piccini, presidente della Porto di Livorno 2000: «È stata fatta una zonizzazione, adesso bisogna accelerare la concretizzazione di queste scelte: non è possibile che il porto croceristico viaggi con il freno a mano tirato perché non è possibile dare agli operatori le garanzie che chiedono. E ogni guaio come questo mette a repentaglio la nostra credibilità: non possiamo continuare a baloccarci sul fatto che comunque le compagnie delle crociere non hanno altre possibilità per “vendere” la Toscana. Esiste una grossa potenzialità di sviluppo con importanti ricadute per il territorio e un po’ per tutta la regione, guai se la gettiamo alle ortiche».

Al centro dell’attenzione torna a essere il destino dell’Alto Fondale: l’Authority ha deciso di espandere lì il porto croceristico ma in questa fase di transizione è ancora operativamente in mano al traffico merci. Proprio su questi temi, a quanto è dato sapere oggi pomeriggio è in agenda un conclave a Palazzo Rosciano, sede dell’Authority. Nei primi sei mesi dell’anno il boom delle crociere, secondo dati non ufficiali, parla di quasi 70mila turisti in più con un balzo del 17%. Ovvio che di figuraccia in figuraccia potremmo perderlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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