Gioco
Cristina potrà riavere la pensione
L’Inps interviene sul caso della disabile finita sotto la tutela del sindaco
LIVORNO. Dovranno essere sbrigate alcune pratiche, poi l’Inps potrà dare di nuovo la pensione di invalidità a Cristina Messeri, la donna di 31 anni affetta da un grave handicap finita prima sotto la tutela del sindaco di Civitavecchia, poi sotto quella di Alessandro Cosimi.
La storia è intricata e a tratti drammatica. Come raccontato alcuni giorni fa dal Tirreno, il padre Fernando dopo la morte della moglie l’ha affidata alle cure di un istituto, costretto a numerosi viaggi per lavoro. Quando, andato in pensione, ha chiesto di riaverla con sé ha scoperto di avere perso la patria potestà. E anche che alla figlia, da tempo, non veniva più riconosciuta la pensione di invalidità.
Dalla direzione Toscana dell’Inps è arrivata una nota che chiarisce la situazione. «Esprimiamo la nostra solidarietà – si legge – alla giovane che, per un'erronea attribuzione del codice di eliminazione della sua prestazione, è risultata deceduta negli archivi dell'invalidità civile di cui, all'epoca, l'istituto curava solo l'erogazione della prestazione, mentre, a partire dal 1° gennaio 2010 ha assunto la titolarità dell'intero processo».
«In realtà – continua la nota – la cittadina è iscritta negli elenchi dell'anagrafe del Comune di Livorno dove risiede insieme al padre. L'eliminazione della prestazione è stata effettuata non per decesso come risulta dal codice della pratica, ma in ottemperanza ad una precisa disposizione di legge che stabilisce, per i minori titolari di prestazioni di invalidità civile, la presentazione di una nuova domanda, al compimento del 18esimo anno».
In generale, viene chiarito da Firenze, «l'ente che aveva in carico la gestione della pensione, come del resto oggi fa l'Inps, avvisava il tutore dell'imminente scadenza e lo invitava ad attivarsi per tempo, per non interrompere la continuità dell'erogazione. In questo caso, il tutore che negli archivi dell'invalidità civile risulta essere ancora il padre, non ha provveduto a presentare la nuova istanza e, entro un anno dalla maggior età della figlia, la pensione è stata eliminata d'ufficio, il 12 giugno 2000, in attesa che il padre, delegato alla riscossione, non ricevendo le mensilità, si rivolgesse ai competenti uffici».
«La prestazione – chiudono da Firenze – potrà essere ripristinata a decorrere dalla nuova domanda, solo dopo il compimento dell'iter procedurale a partire dalla visita della commissione medica della Asl. Per non causare ulteriori disagi all'interessata, invitiamo l'attuale tutore ad attivarsi per presentare la nuova domanda».
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