Il Tirreno

Livorno

Aamps, c’è l’accordo ma Rosi minaccia l’addio

di Juna Goti
Aamps, c’è l’accordo ma Rosi minaccia l’addio

Riunione fiume con sindaco e sindacati: entro il 30 settembre il piano industriale poi l’assunzione di tre autisti. L’amministratore, perplesso, lascia prima il tavolo

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LIVORNO. Riunione fiume, il sindaco che fa da mediatore, continui cambi di stanza e nervosismi. Per ore è il muro contro muro poi, nel pomeriggio, arriva l'accordo ufficiale con i sindacati. Ma evidentemente non con Angelo Rosi, l’amministratore unico di Aamps, che dieci minuti prima degli altri si alza dal tavolo, saluta tutti ed esce dalla sala scuotendo la testa.

Era stato Alessandro Cosimi a convocare una riunione riparatrice tra i rappresentanti dei lavoratori e l’amministratore, dopo che la scorsa settimana era scoppiata la guerra interna sul piano di riorganizzazione della partecipata. In particolare sul quadro delle assunzioni.

Subito dopo essere stato chiamato dal Comune a tirare fuori Aamps dal baratro, Rosi ha messo sul tavolo due mosse: accordo con i creditori per rateizzare i debiti e uscire dallo stato di insolvenza e richiesta di sacrifici ai dipendenti, con la rinuncia al premio di produttività.

Richiesta che i sindacati hanno vincolato alla presentazione di un piano industriale che possa traguardare Aamps nella nuova azienda di ambito territoriale, al riassetto del management per garantire stabilità e al completamento del piano assunzioni avviato nel 2009. Sei in tutto: tre autisti, due operatori al termovalorizzatore e un capo officina.

Rosi ha convocato la stampa per dire con toni anche accesi che «questa richiesta è folle in un momento in cui l’azienda deve fare i conti con debiti e fornitori». Così i malumori interni sono diventati guerra, con qualche operatore che minacciava di scioperare e di portare l’immondizia in piazza Civica.

Ieri il faccia a faccia mediato dal sindaco è andato avanti per quattro ore, dalle 13 alle 17. Prima Cosimi e gli assessori Picchi e Grassi hanno incontrato il numero uno della partecipata. Si dice per una raccomandazione ad usare toni più soft, anche dopo il «dite cazzate» rifilato ai consiglieri comunali in commissione. Poi è iniziato il faccia a faccia con i rappresentanti dei lavoratori, sia i delegati della Rsa che i segretari di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Strazzullo, Giovanni Pardini, Francesca Cantini). Prima tutti insieme, poi solo con i segretari, poi ancora amministratori-Rosi. Nessuno voleva cedere, tra aria condizionata e afa estiva.

Alla fine è arrivato l’accordo: entro il 30 settembre Aamps presenterà al Comune e ai sindacati il piano industriale e di riorganizzazione. In più, entro fine novembre, assumerà tre persone. Nel dettaglio, i tre autisti che avevano partecipato al concorso indetto tra il 2008 e il 2009 (a fine anno scade la graduatoria). In cambio i lavoratori rinunceranno al premio di produttività (oltre 200mila euro).

Ma Rosi scuote la testa. A inizio pomeriggio si era già seduto al tavolo dicendo di avere rimesso il suo mandato nelle mani del sindaco, che ha subito cercato di gettare acqua sul fuoco. Al tavolo ha ripetuto che l’azienda non è in condizione di assumere e che semmai avrebbe bisogno più degli addetti al termovalorizzatore e all’officina che degli autisti.

Dopo il raggiungimento dell’accordo ha salutato e, pipa in bocca, ha lasciato la sala borbottando. Ai suoi collaboratori ha detto senza troppi giri di parole, di pensare a lasciare l’incarico («l’accordo è con la proprietà, non con me»). Ma per ora non l’ha fatto.

«I sindacati hanno raggiunto l’intesa con Aamps – conferma il sindaco a margine dell’incontro – Rosi ha posto una serie di preoccupazioni in funzione del fatto che prima vuole valutare il piano industriale. L’obiettivo resta il pareggio industriale entro fine anno». I sindacati ripetono a turno che «le assunzioni concordate non sono un capriccio, ma una necessità per garantire i servizi e il funzionamento dell’azienda: i lavoratori, con grande senso di responsabilità, rinunceranno al premio di produttività».

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