Il Tirreno

Livorno

Servono telecamere sul binario dei suicidi

di Lara Loreti
Servono telecamere sul binario dei suicidi

Al passaggio a livello di via Provinciale Pisana ieri mattina l’ultimo caso: un cinquantenne si è tolto la vita. Il monitoraggio scoraggerebbe i tentativi

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LIVORNO. Un sistema di telecamere salvavita per scoraggiare chi vuol farla finita. E poter dare l’allarme in tempo, in quell’istante che fa la differenza. Un deterrente, un occhio attento, una speranza. Da piazzare al passaggio al livello di via Provinciale Pisana, tristemente noto come meta di frequenti suicidi, a volte solo tentati, altre volte purtroppo riusciti. L’ultimo caso è successo ieri mattina: un operaio livornese di 50 anni s’è tolto la vita sdraiandosi su un binario in direzione sud. Un treno regionale diretto a Grosseto l’ha travolto. E per lui non c’è stato scampo.

Eppure qualcosa si potrebbe fare per salvare quelle vite. È già successo, qualche tempo fa: un passeggero di un treno in transito vede un uomo che cammina in maniera sospetta lungo i binari e lancia il primo sos. La polizia si attiva immediatamente e diffonde alle ferrovie, quindi ai macchinisti, l’ordine della marcia a vista. Ovvero procedere a passo d’uomo per avere il tempo di frenare nel caso in cui la persona in questione tenti il gesto estremo. Arriva il momento temuto e il ferroviere che conduce il convoglio riesce a frenare in tempo. E allora perché, invece di affidarsi al caso, non installare uno o più occhi elettronici nei dintorni del passaggio al livello delle Sorgenti?

Le opinioni a tal proposito sono contrastanti. In realtà, una telecamera alla barriera c’è già (è collegata a dei monitor presenti in una cabina fisicamente posizionata alla stazione centrale), ma monitora solo le sbarre per evitare che qualche veicolo resti incastrato. «Una telecamera c’è e il video viene controllato 24 ore su 24 in stazione centrale, dalla cabina del monitoraggio del traffico. Però è difficile rendersi conto della presenza di una persona», dice un ferroviere. «Certo sarebbe un modo per scoraggiare chi è già titubante - aggiunge un macchinista - ma chi è convinto di farla finita prima o poi quel gesto lo rifarà».

Auspicano la possibilità di mettere una o più telecamere al passaggio al livello i residenti delle Sorgenti: «Non ne possiamo più - dicono due donne che abitano a pochi passi dalle sbarre - Ogni mese ce n’è uno. Un paio di telecamere, sempre attive e controllate, potrebbero fare la differenza e funzionerebbero anche da deterrente». Un cittadino lancia l’idea: «Visto che le sbarre sono già nel mirino, basterebbe metterne altre due, una a destra e l’altra a sinistra, a pochi metri, in modo da tenere sempre sotto’occhio la situazione». Scetticismo sulla proposta negli ambienti della polfer: «Sarebbe bello, ma non so fino a che punto realizzabile». Ma intanto si continua a sperare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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