Gioco
Io, vittima di Equitalia Perciò ho scritto ladri
LIVORNO. Quando gli agenti della Digos lo hanno convocato in questura per notificargli il provvedimento della denuncia per l’accusa di aver scritto “Ladri” sui muri della sede di Equitalia, lui non...
LIVORNO. Quando gli agenti della Digos lo hanno convocato in questura per notificargli il provvedimento della denuncia per l’accusa di aver scritto “Ladri” sui muri della sede di Equitalia, lui non ha fatto una piega. E ha ammesso candidamente le sue responsabilità. Non ha certo paura, Giampaolo Cardosi, di sfidare le istituzioni e di portare avanti le sue idee. Questioni di principio, come ama dire. Lui che da decenni combatte con coraggio e convinzione contro i mulini a vento. «È vero, ho scritto io “Ladri” sui muri degli uffici di via Indipendenza perché mi sento vittima di Equitalia», ha detto ai poliziotti della Digos. Non solo. Cardosi ha anche ammesso di aver imbrattato i muri di varie strade della città con un’altra scritta simile, ovvero “tribunale ladro”.
Equitalia, secondo la denuncia di Cardosi, avrebbe messo all’asta quel che resta di un immobile di campagna, sito a Chianni, il paese dove lui è nato nel 1943. «Un rudere avuto in eredità», ha raccontato l’ex vigile capellone. «Sono vittima del sistema - ha aggiunto Cardosi nella sua denuncia alla polizia - Io non avevo soldi per far fronte a dei pagamenti che l’agenzia mi contestava. E così mi hanno confiscato e hanno messo all’asta quella casa che era solo un rudere».
Cardosi, da anni al centro di una tempesta giudiziaria che sembra non avere mai fine, arranca mangiando alla Caritas e dormendo spesso al pronto soccorso. Ma non ha alcuna intenzione di mollare nella battaglia per vedersi riconoscere innocente e, successivamente, per ottenere di essere reintegrato in servizio dal Comune.
A Cardosi è stata portata via anche la casa di via Brigata Garibaldi per una storia di poche migliaia di euro di debiti condominali.
Ma l’attesa di sentirsi finalmente in pace con la giustizia è troppo lunga, anche perché lui ormai ha un’età avanzata, ed è logorato da un’esistenza che si è rivelata avara.
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