Sicurezza
SPIEGATECI CHI È CHE INQUINA
di ANDREA LAZZERI Ci sono cose che aumentano la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e gli organismi pubblici. Una di queste è la mancanza di informazioni, quando si crea un alone di mistero,...
di ANDREA LAZZERI
Ci sono cose che aumentano la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e gli organismi pubblici. Una di queste è la mancanza di informazioni, quando si crea un alone di mistero, quando cioè sorge il dubbio che non si voglia dire tutta la verità.
La vicenda del batterio nocivo che compare e scompare nel mare introno all’Accademia e zone limitrofe, è uno di questi casi. Ieri si è chiuso il secondo capitolo della storia. Analisi pulite, divieto ritirato.
Restano gli interrogativi. Perché non è normale che l’acqua si colori di marrone e l’escherichia coli vegeti e prolifichi. E’ accaduto a metà di maggio. Si è ripetuto sul finire di giugno.
Comune, Capitaneria e Arpat hanno fatto controlli dopo che Il Tirreno aveva riferito ciò che era sotto gli occhi di centinaia di bagnanti: il mare si era sporcato.
Le verifiche compiute dai tecnici ambientali sono indispensabili. Ma ci riferiscono solo se esistono o no pericoli per la salute. Come quando a un malato si misura la febbre, quando il termometro scende sotto i 37 significa che sta bene. Ma se periodicamente la febbre tornasse per poi scomparire, nessuna persona di buon senso si accontenterebbe di seguirne le evoluzioni sulla colonnina di mercurio. Si chiederebbe al medico di fare indagini più approfondite e capire le cause di tali ricadute.
Ecco. Tutto questo non è avvenuto nello specchio di mare dell’Accademia navale.
Non resta che ripetere alle autorità - Comune e Capitaneria - la domanda: perché è accaduto?
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