Gioco
Saccheggiato il centro per disabili
PARRANA SAN GIUSTO. Non hanno risparmiato neppure le due biciclette per disabili, che Gabriella, diciassettenne e costretta in carrozzina dalla nascita, aveva lasciato appoggiate al gazebo in...
PARRANA SAN GIUSTO. Non hanno risparmiato neppure le due biciclette per disabili, che Gabriella, diciassettenne e costretta in carrozzina dalla nascita, aveva lasciato appoggiate al gazebo in attesa di usarle nel fine settimana, quando, insieme ai genitori e ai fratelli, sarebbe andata a trascorrere qualche ora di svago nel terreno affittato dalla famiglia poche settimane fa.
Invece quel terreno agricolo, alle porte di Parrana San Giusto, utilizzato anche per ospitare altri giovani disabili nelle stesse condizioni di Gabriella, è stato saccheggiato ieri notte e ora al suo interno non c'è più niente.
Si sono introdotti tranciando la catena del cancello d'ingresso e hanno portato via tutto, dalla piscina da tredicimila litri di capienza agli attrezzi da lavoro agricolo (pale, vanghe, cariole, picconi, motozappa), dai tavoli alle sedie, oltre a due mountainbike, bracieri, sdraie, un ombrellone, addirittura piante di prezzemolo e basilico.
A dare l'allarme è stata la mamma di Gabriella, che si era recata ieri di primo mattino sul posto e si è trovata di fronte un pessimo scenario. Immediata è partita la segnalazione ai carabinieri, che sono intervenuti di lì a poco per un sopralluogo e per raccogliere la denuncia di furto aggravato da scasso.
«Il terreno - spiega la mamma di Gabriella - l'avevamo affittato da poco proprio in previsione di destinarlo soprattutto ad attività ludiche per disabili, per giovani che hanno gli stessi problemi motori di mia figlia. Per agosto avevamo già programmato l'inaugurazione: erano stati invitati tutti i ragazzi e le ragazze che da tanti anni si curano nello stesso reparto ospedaliero di Livorno, con cui Gabriella ha stretto una profonda amicizia. Avevamo già cominciato ad ospitare qualcuno di loro, avviando una sorta di laboratorio agricolo: l'obiettivo era rendere autonomi i ragazzi nella coltivazione di un orto. E stavamo già vedendo i primi risultati. A breve avremmo anche portato alcuni pony, per aumentare le loro opportunità di svago. La piscina che hanno rubato serviva a questi ragazzi come surrogato dell'acqua di mare, perché hanno tutti problemi neurologici che impediscono loro di bagnarsi a certe temperature. Ora dovremo rimandare tutto chissà a quando».
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