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«Ridatemi mia figlia ora posso dedicarmi a lei»
La battaglia del papà Fernando, pensionato di 67 anni, per riavere Cristina Ma il giudice ha nominato come tutore della ragazza il sindaco di Livorno
LIVORNO. «Ridatemi mia figlia». A chiederlo è Fernando Messeri, 67 anni, operaio in pensione. Rivolge l'appello al sindaco Alessandro Cosimi, che un giudice ha nominato tutore provvisorio della figlia Cristina. Lei di anni ne ha 31, ed è affetta da un grave handicap.
A raccontare le vicissitudini di una storia già di per sé drammatica è lo stesso Fernando. L'uomo vive per 35 anni in Calabria, prima che il suo lavoro lo porti a girare l'Italia. «Cristina - ricorda -nasce nel 1981 a Castrovillari». A causa della malattia, alla figlia è riconosciuta un'invalidità del 100%. Nel 1991 viene a mancare la madre, Addolorata. «Sono rimasto solo - prosegue Fernando - Ho fatto seguire mia figlia dall'Istituto Santa Cecilia di Civitavecchia».
La ragazza resta lì fino al 2011, quando il padre, nel frattempo in pensione, decide di portarla con sé a Livorno. Solo in quel momento scopre di aver perso la patria potestà: il tutore provvisorio di Cristina è diventato il sindaco di Civitavecchia. «Non ho ricevuto neanche una telefonata», si lamenta Fernando, che nel giugno scorso avvia una causa,ma il giudice nomina nuovo tutore il sindaco Cosimi.
Ora Cristina sta in casa con Fernando, che la segue e cerca di far fronte come può alle sue numerose necessità. Ma da un punto di vista giuridico non è il padre di sua figlia. «Ha bisogno di cure quotidiane, ma è stata abbandonata dai servizi sociali. E solo con la mia pensione non riesco a far fronte alle spese. Se c'è un’emergenza e la porto in ospedale non posso autorizzare alcun intervento. Deve firmare il sindaco, è assurdo».
Incredibile poi la vicenda sulla pensione d'invalidità: «All'Inps non risultava niente. Così ho scoperto che secondo l'archivio anagrafico mia figlia era deceduta il 12 giugno 2000. L'Inps ha risolto la situazione, ma la pensione per gli ultimi 10 anni chi ce la rende?».
«La ragazza è stata presa in carico dai nostri servizi - replica l'assessore al sociale Gabriele Cantù - Stiamo aspettando la trasmissione degli atti da Civitavecchia, per poi fare un passaggio della figura del tutore dal sindaco a una persona che possa seguire meglio Cristina. Comprendo il dolore del padre, ma è stato il giudice a togliergli la patria potestà, questo non dipende da noi».
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