Il Tirreno

Livorno

Acqua pulita e il sindaco toglie il divieto

di Giulio Corsi
Acqua pulita e il sindaco toglie il divieto

Le analisi non rilevano l’escherichia coli, balneazione consentita. Ma le cause di chiazza e batterio restano un mistero

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LIVORNO. Bye bye escherichia coli. Il batterio che d’improvviso era comparso (anzi ricomparso) nelle acque dell’Accademia non c’è più. Lo hanno accertato le analisi dell’Arpat effettuate nella giornata di martedì.

Ieri, a fine mattinata, l’agenzia per l’ambiente ha comunicato i risultati dell’ultimo prelievo all’assessore Grassi. E il sindaco ha immediatamente firmato la revoca del divieto di balneazione. Tuffi liberi dunque, anche sotto la chiesa di San Jacopo e per chi ha la barca o ama avventurarsi in nuotate chilometriche, davanti alla struttura della Marina.

Ma con la revoca del divieto di balneazione e la sparizione dell’escherichia coli non è detto che si chiuda il teleromanzo di San Jacopo. Per due motivi. Il primo: non è stato chiarito che cosa abbia provocato la presenza del batterio, rilevato dai tecnici Arpat in misura quasi doppia rispetto ai limiti previsti dalla legge. Il secondo: non è stato chiarito che cosa abbia creato la chiazza marrone comparsa a ripetizione nell’ultimo mese in quella zona di mare, né tantomeno se essa fosse legata in qualche modo al batterio. O meglio: se il batterio fosse legato ad essa. L’impressione è che non sia così, come abbiamo più volte scritto. Non a caso il prelievo di quattro giorni fa, che ha rilevato assenza di escherichia coli, è stato effettuato in un giorno in cui la chiazza era ben presente a San Jacopo.

Questo significa dunque che da un lato la macchia potrebbe ricomparire in qualsiasi momento. Ma anche che non essendo stata svelata la causa della presenza di escherichia coli, neanche è stata rimossa. E che dunque anche il batterio potrebbe tornare. La sua presenza d’altra parte si era già registrata a metà maggio. In quel caso il germe fu rilevato in un tratto di mare ben più ampio, dalla Bellana agli scogli dell’Accademia. Ma fu in qualche modo spiegato con le piogge dei giorni precedenti che avevano aumentato la portata degli scarichi fognari. Stavolta però non ha piovuto, guasti ad impianti fognari in zona non ne sono stati evidenziati così come rotture di tubazioni. E dunque come il batterio si sia potuto manifestare resta un mistero. «Per noi la vicenda si chiude qui», dice l’assessore all’ambiente del Comune Mauro Grassi. «E’ vero che la sua presenza è stata di quasi il doppio rispetto al massimo, ma si tratta comunque di livelli bassi. E’ difficile sapere che cosa sia successo, gli esperti non hanno una spiegazione. Potrebbero essere stati alcuni elementi organici in decomposizione smossi insieme alla terra. Ma sono solo ipotesi». Il riferimento chiaro è nuovamente ai lavori all’interno dell’Accademia. Che però, secondo i vertici della Marina, non sono assolutamente coinvolti nella questione escherichia coli e molto inverosimilmente in quella della chiazza. Anche dall’Accademia però una spiegazione sulla chiazza che viene e va, non la sanno dare. Né sanno darla sull’escherichia coli.

Da ieri i risultati delle analisi hanno scritto i titoli di coda sulla vicenda. Chissà se sarà esattamente così o la chiazza li smentirà.

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