Sicurezza
Sulla “Mersa 2” arrivano le provviste
Il rappresentante sindacale sulla nave: situazione ok. Per l’incidente sono quattro gli indagati
LIVORNO. Nuove provviste sulla “Mersa 2”, il mercantile che da oltre un mese è bloccato nel porto di Livorno dopo essersi incagliato sulla costa elbana di Marciana. Mentre l’armatore ha garantito che entro la prossima settimana saranno versati gli stipendi di giugno ai dodici componenti dell’equipaggio.
Ieri mattina sul cargo è salito anche il rappresentate sindacale dell’International transport federation di Londra Bruno Nazzarri. «La situazione – racconta – è sotto controllo. Il cibo a bordo della nave non è mai mancato e i marittimi hanno avuto rassicurazioni da parte della compagnia che la situazione sarà risolta al più presto». La forza dei marinai – spiega chi si occupa di navi – è il fatto che a bordo ci sia ancora il carico e dunque l’armatore abbia tutta l’intenzione di risolvere l’intrigo.
«Tutto l’equipaggio – prosegue –Nazzarri – è in possesso del cosidetto short pass che permette loro di uscire e rientrare dalle 6 del mattino fino al tramonto. Ovviemente devono restare nel Comune perché nel caso fossero trovati fuori dal confine sarebbero arrestati perché considerati clandestini».
Intanto dalla Procura emerge che sarebbero quattro gli indagati per il disastro avvenuto all’isola d’Elba all’alba del primo giungo quando il cargo diretto ad Algeri si incagliò perché a bordo dormivano tutti. Si tratterebbe di quattro componenti dell’equipaggio per i quali la situazione per tornare nel loro paese di origine, la Turchia si potrebbe complicaree.
L’armatore, infatti, avrebbe garantito, oltre ai soldi anche di mandare dei marinai che possano dare il cambio a quelli ora a bordo della “Mersa 2”. A chi deve partire servirà poi il visto di transito limitato. «Questo permesso – spiega il vice ispettore Ilario Sartori – può essere richiesto o dallo stesso marittimo oppure dall’armatore ma in entrambi i casi l’ultima parola spetta alla Capitaneria. Con quello in mano potranno di muoversi fino alla destinazione indicata, ad esempio da Livorno fino all’imbarco dell’aeroporto di Pisa». Il problema è che nessuno dei membri dell’equipaggio lo chiederà. «Se lo facessero – prosegue l’ispettore – vorrebbe dire non aver niente da pretendere dall’armatore».
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