Gioco
Il porto si ferma, poi arriva l’accordo
Il presidio in Darsena Toscana diventa sciopero. Incontro fiume a palazzo Rosciano, Seatrag e Unicoop si dividono il lavoro
LIVORNO. La giornata infinita in banchina inizia all’alba quando da Barcellona attracca sulla sponda Ovest della Darsena Toscana l’eurocargo Ravenna. E’ una prova del fuoco per i lavoratori, dopo l’autorizzazione rilasciata dal comitato portuale a Seatrag a svolgere le operazioni a bordo della navi roro del gruppo Grimaldi.
Chi scarica? Unicoop, che scaricava fino a ieri? Agelp incaricata da Seatrag secondo l’accordo votato il giorno prima? Alla fine non scarica nessuno. La tensione si alza minuto dopo minuto. In ballo c’è il lavoro da difendere, i turni in banchina da non perdere e quella guerra fratricida tra imprese che infinite volte sindacati e aziende hanno condannato, auspicando che si trasformasse in una competizione con gli altri porti, ma che evidentemente sta continuando a minare la forza dello scalo livornese.
Sulla sponda Ovest arriva la Digos, mentre 14 camionisti all’interno del Ravenna protestano per poter avviare i motori e proseguire il loro viaggio. Ma sulla banchina non sbarca niente e l’aria tra gli operatori è pesantissima.
Passano i minuti e un po’ la presenza dei poliziotti, un po’ il buonsenso, un po’ la mossa dei sindacati evitano che la tensione sfoci nel caos. Sono le 10 quando Cgil e Uil proclamano lo sciopero dei lavoratori del porto. Da quel momento le banchine, con qualche eccezione durante la giornata, si bloccano. Resteranno ferme fino alle 21 quando al termine di una riunione fiume a Palazzo Rosciano - coordinata dall’Autorità Portuale - i vertici di Seatrag e Unicoop e i rappresentanti di Cgil e Uil usciranno con una lettera condivisa. Che non risolve sul lungo termine la questione, ma che intanto rappresenta una tregua, da cui ripartire per trovare il 12 luglio una strada che conduca finalmente a un patto per il lavoro in porto.
Cosa hanno firmato i rappresentanti di Seatrag e Unicoop? Hanno assicurato «l'impegno a proseguire il confronto finalizzato a garantire gli attuali livelli occupazionali nel settore di interesse», si legge nell’atto firmato da Provinciali (Port Authority), Lucarelli e Vianello. Nel frattempo verrà assicurato dalle due imprese il regolare svolgimento delle operazioni di carico e scarico sull'eurocargo Ravenna e sull’Ikarus Palace, il primo gestito da Seatrag, il secondo da Unicoop. «Per quanto attiene alle problematiche derivanti dalle modifiche presso gli accosti 14 E, F e G - recita ancora il patto -, le parti garantiscono la massima disponibilità ed impegno al perfezionamento di un accordo che consenta di continuare a garantire alle linee di navigazione che scalano il porto, il mantenimento dello stesso livello di servizio sino ad oggi apprezzato dagli operatori».
Usciti da palazzo Rosciano i sindacati hanno sospeso lo sciopero. E hanno spostato l’attenzione verso il 12 luglio quando è previsto il tanto atteso incontro finalizzato alla costituzione del patto sul lavoro. Il percorso ripartirà già oggi con la consultazione con le imprese per apportare le modifiche alla bozza stesa nei giorni scorsi. Non sarà un percorso facile. Il compromesso di ieri in parte dà respiro a tutti ma rinvia il problema. L’Autorità Portuale, che ha sciolto l’alta tensione di una giornata pericolosa senza rimangiarsi (come chiedeva Sel tramite il segretario Ghilarducci) la delibera votata il giorno prima dal comitato portuale. La Seatrag che ha visto confermare la decisione del comitato anche dai sindacati assenti al voto senza essere costretta a farsi carico (per adesso) dei lavoratori in esubero di Unicoop (come chiedeva la Filt Cgil). Ma pure l’Unicoop che alla fine si è ritrovata ad operare su una nave di competenza di Seatrag.
E i sindacati? Anche loro prendono fiato: primo per essere riusciti in mattinata a placare una situazione rovente, secondo perché hanno fatto mettere nero su bianco dai tre soggetti, quello che in mattinata Simone Angella (Filt Cgil) aveva posto come linea guida: «Non accettiamo strumenti che possano essere alchimie tra imprese. Vogliamo un lavoro strutturato, imprese solide che gestiscano l'indispensabile necessità di non progettare situazioni di ulteriore deregolamentazione attraverso subappalti mascherati». E’ questo il vero tema su cui ci si (ri)confronterà il 12 luglio.
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