Il Tirreno

Livorno

Comune e Provincia «E’ il momento della Marina»

Il bidone rimasto impigliato nella rete del peschereccio Giaguaro (siamo a 112 bersagli inquinanti tolti dal mare, ne mancano ancora 86; nel computo dei 148 bersagli recuperati ci sono anche 30...

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Il bidone rimasto impigliato nella rete del peschereccio Giaguaro (siamo a 112 bersagli inquinanti tolti dal mare, ne mancano ancora 86; nel computo dei 148 bersagli recuperati ci sono anche 30 bidoni vuoti) lascia le porte aperte alla speranza: c’è ancora la possibilità di trovare i fusti-fantasma nel mare attorno alla Gorgona. E le operazioni condotte da Castalia a bordo di Minerva Uno e Sentinel non hanno esplorato tutti i fondali in cui si doveva cercare.

Ora toccherà alla nave Magnaghi della Marina dare la caccia ai fusti dispersi. E la pesca fortunata del Giaguaro potrebbe rappresentare l’indizio decisivo per setacciare una nuova zona di mare in cui le correnti potrebbero aver portato tutti o una parte degli 86 bersagli mancanti.

Sulla questione sono intervenuti ieri gli assessore Grassi e Nista di Comune e Provincia ed era intervenuto due giorni fa il senatore Filippi. «Torniamo a chiedere con estrema forza l'intervento della Marina Militare perché vengano recuperati tutti i bidoni dispersi dall'Eurocargo Venezia - dicono Grassi e Nista - Siamo contenti che la campagna di ricerca da parte della compagnia di navigazione abbia portato a recuperare la maggior parte dei 198 fusti dispersi. Ma l'operazione di recupero deve essere portata a termine. Se già avevamo messo in evidenza il pericolo di un inquinamento nel lungo periodo, ora è dimostrato che c'è anche un problema nell'immediato per l'incolumità di chi si trova a pescare casualmente i fusti, perché il contenuto dei bidoni a contatto con l'aria è infiammabile».

Precedentemente il senatore Filippi era intervenuto nell’aula di palazzo Madama citando la petizione popolare “Togliete quei bidoni!” che ha già superato duemila firme in città e che ieri ha raccolto anche quella del regista Carlo Virzì e della moglie, ricordando al parlamento la vicenda, i ritardi, le omissioni di questi sette mesi e chiedendo l’interessamento del presidente del Senato Renato Schifani. (g.c.)

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