Sicurezza
Torna il caos-divieti alla Meloria
Secche off limits per le barche non ecocompatibili. E le boe restano un miraggio. Il Comune: il ministero deve metterle
LIVORNO. Rieccola, la battaglia della Meloria. E come l’anno scorso pisani e genovesi non c’entrano niente. C’entrano i diportisti, anzi il cosiddetto popolo delle barchette, cinquemila livornesi che ogni domenica escono in mare con la propria imbarcazione e attraversano, ormeggiano, si ancorano sui fondali sabbiosi e protetti lungo i 40 chilometri quadrati delle secche. E c’entra quel benedetto decreto pubblicato due anni fa sulla Gazzetta ufficiale e da allora capace di creare caos e rabbia tra la gente di mare. Al punto che a fine luglio, l’anno scorso, il ministero dell’ambiente decise di bloccare tutto e togliere il divieto imposto dal regolamento di accesso nella zona per le barche che non hanno motori ecocompatibili, cioè quelle dotate di vecchi motori, cioé la maggiorparte dei natanti che la domenica partono da Livorno verso il mare aperto.
La proroga per tenere le porte della Meloria aperte a tutti, durava però fino ad aprile. E così adesso ci risiamo. Torna il divieto, o meglio torna la giungla dei divieti. Ma soprattutto torna il problema delle delimitazioni, con le tre zone disegnate soltanto dalle mappe e dalle coordinate geografiche ma non segnalate sul “campo”.
Solo due elementi sono chiari. Il primo: nella zona A delle secche non è consentito niente. Il secondo: la pesca, professionale e subacquea, non è consentita in nessun luogo.
Ma il problema, dicevamo, è soprattutto la delimitazione delle zone. E così in ballo tornano le mappe e l’assenza di boe. L’assessore all’ambiente Mauro Grassi ieri ribadiva la linea del Comune: «Le boe sono fondamentali, altrimenti diventa difficile sanzionare chi si trova in una zona non consentita ma neanche indicata. Perché la maggiorparte delle barche che si fermano in quel mare, il gps non ce l’hanno. Capisco che siano costose ma il ministero deve metterle, le coordinate non possono bastare».
Per tentare di aiutare i diportisti livornesi (e non solo) che frequentano la Meloria, il presidente della circoscrizione tre Battocchi ha messo in piedi un dibattito che ha visto protagoniste le varie parti in causa, dalla capitaneria ai rappresentanti del parco di Migliarino (che gestisce la zona) all’ufficio ambiente del Comune, e a cui hanno partecipato oltre cento diportisti. Alla fine è stato distribuita una tabella in cui si chiariscono in maniera definitiva chi può accedere nelle zone B e C e chi non può accedervi e quali attività si possono svolgere. Ma lo specchietto, per quanto chiarificatore, non potrà bastare a placare la battaglia della Meloria che anche quest’anno scalderà il popolo delle barchette. Perché in ballo restano i due grandi temi irrisolti: il divieto di navigazione per i mezzi non dotati dei requisiti di eco compatibilità, ancor più problematico considerando l’ubicazione della zona protetta all’uscita del porto, e l’assenza di boe che dicano chiaramente dove ci si trova.
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