Sicurezza
Spinelli: “La serie B è il massimo che posso garantire”
Muro contro muro nell’incontro tra i capi della curva nord e il patron amaranto. I tifosi: “Ha ucciso la passione di una città”
Una riunione in sede, nei locali di via dell'Indipendenza. Da una parte il presidente Spinelli arrivato appositamente da Genova, dall'altra una delegazione composta da sei-sette ragazzi della curva che già l'anno scorso aveva espresso un chiaro dissenso nei confronti della società con cori frequenti e striscioni esposti ad ogni partita casalinga e a fine gennaio con una manifestazione sotto le finestre della stessa sede.
Le rimostranze. Gli ultrà sono andati subito al sodo. Hanno chiesto a Spinelli di farsi da parte, di chiudere qui la sua avventura colorata d'amaranto. Una presa di posizione che argomentano così: «Il ciclo è finito - dicono in coro - per cui è inutile insistere. Il presidente ha ucciso la passione dei livornesi per il calcio. Ci sono altre cause che hanno contribuito a svuotare lo stadio: le televisioni, le leggi che fanno passare la voglia di vedere le partite dal vivo. Ma a Livorno la responsabilità dello scollamento tra tifosi e squadra è in gran parte proprio di Spinelli».
La risposta di Spinelli. «Ai tifosi della curva ho spiegato che il Livorno ha a libro paga 29-30 giocatori, troppi. E tra questi gente con fior di stipendi come De Lucia, Schiattarella e Perticone. Gli ultimi due cercheremo di sistemarli in settimana, ma De Lucia con cinque mesi di squalifica chi lo potrebbe volere ora? Speriamo, altrimenti ci proveremo a gennaio. Poi dovremo liberarci di quei cinque-sei elementi della rosa non adatti alla serie B e pensare a rinforzare la squadra nei punti indicati dallo staff tecnico. Il Livorno non può spendere 13 milioni di euro e incassarne 5/6. Questo è il massimo che Aldo Spinelli può garantire».
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