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Rossi vuole la Concordia a Livorno

Rossi vuole la Concordia a Livorno

Il presidente della Regione lo ha ribadito al termine del Comitato: un’opportunità per la regione

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FIRENZE. «Una nave in quelle condizioni è bene portarla nel porto più vicino» e «c’è la prospettiva di lavorare per portare la nave nel porto di Livorno».

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, al termine del Comitato consultivo dell’emergenza sul naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, che si è riunito ieri a Firenze.

Rossi ha reso noto che il Comitato si riunirà ogni quindici giorni e che è stato anche deciso di creare un «Osservatorio permanente al Giglio, perché così i cittadini avranno costantemente un punto di riferimento». «Adesso - ha sottolineato il presidente - bisogna risolvere anche la questione del porto, su cui c’è già un pronunciamento positivo del ministero dell’Ambiente. Noi stiamo tallonando anche il ministero dei Trasporti» che avrà «una parola determinante per decidere dove portare la nave».

Rossi ha quindi ricordato che l’appalto per la realizzazione dei cassoni, nell’ambito delle operazioni per la rimozione della Costa Concordia, «è stato conferito a Fincantieri; noi però insistiamo perchè vengano coinvolti i Nuovi Cantieri Apuania. C’è disponibilità anche da parte dell’impresa Micoperi».

«Io - ha continuato - ho avvertito il ministero dell’ Industria ed ho avuto oggi, in tempo reale, la risposta dell’ interessamento da parte del ministero». Rossi ha osservato che «tutto non si esaurisce con i cassoni» e che dunque ci sono «altre opportunità per la Toscana sulle quali si sta lavorando».

Il presidente ha evidenziato che la rimozione della Costa Concordia «è un’operazione difficile e complicata», ma «sta dando prova che le istituzioni ci sono e che stanno facendo il loro lavoro».

Tra l’altro, tra 15 giorni dovrebbe essere rimosso lo scoglio che ha provocato l’affondamento all’Isola del Giglio della Concordia, e rimasto conficcato nello scafo.

Mentre entro il 31 agosto sarà terminata la messa in sicurezza della nave. È quanto ha confermato il prefetto Franco Gabrielli, «Le attività - ha detto Gabrielli - sono proseguite e abbiamo notizie confortanti sulla fase uno, la messa in sicurezza. Abbiamo chiesto se la scadenza del 31 agosto per finire questa fase sarà rispettata e, almeno a oggi, ci è stato confermato».

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