Il Tirreno

Livorno

«Ora la mia storia aiuti chi sogna ma non ha coraggio»

di Giulio Corsi
«Ora la mia storia aiuti chi sogna ma non ha coraggio»

Il maestro Fabio Franchini: sommerso da incoraggiamenti Mi piacerebbe aver lanciato un messaggio ai diversi

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LIVORNO. Fabio Greta Franchini un giorno come quello di ieri lo sognava da 46 anni. E per questo ha voluto iniziarlo presto, alle prime luci del giorno. «E’ il mio primo giorno da donna, anche se per l’operazione dovrò aspettare tanto - racconta -. Non erano ancora le sette che ero davanti all’edicola per comprare il giornale. Me lo sono letto ad un tavolo di Nencini, davanti a un croissant. E ho pianto come una dannata. Una dannata felice». Le lacrime sono state interrotte dopo poco. «Brava Greta, ti sei messa in gioco alla ricerca di te stessa, vai avanti così». E’ stato quello il primo messaggio di un mercoledì indimenticabile. A firmarlo un amico del pattinaggio. Da quel momento il suo cellulare non ha mai smesso di trillare. «Ho ricevuto almeno 200 messaggi, mi hanno telefonato i giornali di mezza Italia, televisioni. Non pensavo che la mia storia avrebbe avuto questa eco. Ma sono felice. Per me ma anche perché nel raccontare i miei tormenti, le mie paure, la mia scelta, volevo aiutare le persone che non hanno avuto il coraggio di fare questo passo ma che lo sentono dentro e per questo soffrono. Il messaggio che voglio rivolgere a tutti loro è questo: “La vita è breve, non aspettate come ho fatto io. Vivetela”».

La gente della strada, su internet si è schierata con lei. E chi la conosce pure. Anche il mondo della scuola, le colleghe insegnanti, tante mamme di ex alunni. Guarda il telefonino, scorre la valanga di sms. «Leggete questo, è dei genitori di un bambino che due anni fa ho avuto durante una supplenza annuale alle Benci. Era una terza classe, mi chiesero di accompagnarli fino alla quinta, ma purtroppo non fu possibile». Legge il messaggio ad alta voce: «Vedere la tua storia sul giornale ha confermato tutto quello che pensavamo di te e che hai dimostrato in classe volendo così bene ai nostri bambini. Noi per te ci saremo sempre, benvenuta Greta». Tra i tanti messaggi anche quello di due amici speciali, Paolo Ruffini e sua moglie Claudia. «Mi hanno scritto parole bellissime: Caro Fabio per noi non sei mai stato né uomo né donna, ma sei sempre stato un’anima speciale e siamo sicuri la prossima volta che abbracceremo Greta quest’anima sarà sbocciata più felice e più bella. Sei già significativa e stupenda per tutti noi».

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