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«Insegnante di terza fascia non resterà nella stessa scuola»

LIVORNO. È assai improbabile che Fabio/Greta torni a insegnare agli stessi alunni che ha avuto fino a giugno scorso. Anzi, è quasi certo che non insegnerà neppure nella medesima scuola. A spiegare...

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LIVORNO. È assai improbabile che Fabio/Greta torni a insegnare agli stessi alunni che ha avuto fino a giugno scorso. Anzi, è quasi certo che non insegnerà neppure nella medesima scuola.

A spiegare che il docente che ha deciso di cambiare sesso probabilmente non si troverà a lavorare nella stessa struttura scolastica (fino a giugno era in una materna, ndr) in cui era attivo fino a poche settimane fa è Elisa Amato, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. E lo spiega basandosi sull’organizzazione del sistema tramite il quale i docenti precari vengono chiamati al lavoro nelle varie scuole.

«Questa persona - dice Amato - è precaria e inserita nelle liste della terza fascia». Tanto per dare un’idea, la terza fascia è composta da “aspiranti docenti”, ossia persone che, almeno sulla base delle attuali normative, non entreranno mai di ruolo, ma possono fare le supplenze. In pratica il docente di terza fascia può sì essere chiamato ad insegnare, ma per periodi brevi e in scuole sempre diverse.

«L’assegnazione delle supplenze ai docenti di terza fascia - dice ancora Amato - avviene dopo le nomine regolari». In pratica dopo l’assegnazione delle cattedre ai docenti di ruolo e la copertura di cattedre vacanti con gli insegnanti precari (che però dopo una serie di supplenze possono diventare di ruolo), se restano altri posti da assegnare (temporanei) le singole scuole possono decidere di ricorrere ai docenti di terza fascia.

«In questo caso - termina Amato - questi insegnanti vengono chiamati sulla base del punteggio accumulato fino a quel momento e spetta a loro la scelta di decidere, all’interno di una eventuale lista di posti liberi, in quale scuola effettuare la supplenza».

Chiarito il meccanismo attraverso il quale i docenti precari di terza fascia (come è appunto Fabio/Greta), è evidente la scarsa possibilità che un insegnante assunto con questo tipo di regolamentazione sia riconfermato, di anno in anno, nella stessa classe. «Anche se è il docente che sceglie - spiega Amato - non è assolutamente detto che siano liberi gli stessi posti rispetto all’anno precedente».

(a.c.)

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di Redazione web