Il Tirreno

Livorno

«Calunnia ignobile, Corsinovi si dimetta»

«Calunnia ignobile, Corsinovi si dimetta»

Vaccaro replica alle accuse: ho gli atti, il mio voto è stato verbalizzato quando la seduta era aperta

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LIVORNO. È guerra aperta a Palazzo Granducale in casa Pdl tra la capogruppo (almeno per ora) Vaccaro e il consigliere Corsinovi.«C'è qualcosa di meno nobile (o di più ignobile) della calunnia? La risposta la lascio al consigliere Corsinovi dal quale sarà difficile attendersi almeno delle scuse e non potrebbe essere diversamente, visto che per ammettere i propri errori occorre anzitutto averli commessi in buona fede». Vaccaro non usa mezzi termini per definire il comportamento del colllega pidiellino. Tutto è cominciato, lo ricordiamo, con la delibera sulla tratta delle donne discussa nelle scorse settimane in commissione consiliare. Corsinovi, infatti ha fatto notare che a seduta terminata e delibera votata (Vaccaro in un primo momento aveva espresso parere favorevole - come la maggioranza - poi, resasi conto dell’errore, è andata a chiedere di considerare la sua posizione come un’astensione), gli è stato riferito che il presidente di commissione Coluccia (Pd) «ha consentito ala Vaccaro di cambiare il proprio voto, da favorevole a astenuta». Corsinovi, nei giorni scorsi ha ravveduto in questa situazione una possibile ipotesi «di falso ideologico in atto pubblico».

Accusa che Costanza Vaccaro rispedisce al mittente, con tanto di dati alla mano. La capogruppo ha infatti richiesto di poter vedere gli atti di quella commissione. «La trascrizione della commissione - sottolinea Vaccaro - conferma che il consigliere Corsinovi è uscito quando essa era ancora in atto, per correre a trasmettere alla stampa gli ultimi prodotti stizzosi frutto della sua frenesia di colpirmi. Gli atti provano inequivocabilmente che le sue accuse contro di me sono false, ciò significa che false sono le sue affermazioni e ciò mi autorizzerebbe - se mi ponessi al suo livello - a dargli del bugiardo». Vaccaro sottolinea la gravità, da parte di Corsinovi, di «non farsi scrupolo neppure di coinvolgere - nei risvolti del suo ragionamento - gli irreprensibili dipendenti della Provincia che si sarebbero prestati al giochino di verbalizzare il mio voto a seduta ormai chiusa». Infine Vaccaro dice di uspicare che «il comportamento di Corsinovi sia censurato dal segretario del Pdl, Barabino. Vedremo se Corsinovi saprà trarre da questa turpe vicenda le conseguenze che ci sarebbe da attendersi e cioè le dimissioni almeno da vicepresidente del consiglio».

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di Redazione web