Gioco
«Spiazzerà i bambini ma poi saranno più forti»
Giannini: un cambiamento senza traumi va gestito con un progetto educativo La dirigente che ha avuto Fabio nel corpo docenti: «Ottimo insegnante»
LIVORNO. «È un’ottima opportunità per i bambini, perché possono vedere un cambiamento che li spiazzerà, per educare si deve anche smuovere». Lamberto Giannini, professore di filosofia, vede il rovescio buono della medaglia. E crede che per i piccoli (siano essi di scuola materna o elementare) il cambiamento di genere di un docente possa dare loro una marcia in più. «Ovviamente - spiega - se si tratta di un buon insegnante. In questo caso, saprà gestire l’educazione, che è fatta di processi di orientamento e disorientamento». In pratica, secondo Giannini, tutto dipende dal valore dell’insegnante. «Se questo cambiamento - prosegue -, a livello scolastico, viene accompagnato da una dimensione pedagogica. Bimbi hanno diritto di giudicare, anche negativamente. I genitori, invece, sarebbe bene non intervenissero». Quanto al fatto se sia giusto o meno che un docente che decide di cambiare sesso prosegua a insegnare agli stessi alunni, Giannini fa una precisazione. «A livello di scelta etica - termina - sarebbe giusto lasciare l’insegnante con i suoi alunni per la continuità didattica, certo alla scuola materna è necessario accompagnare questo passaggio con un progetto emozionale sull’identità di genere, da fare grazie a un percorso con le fiabe, che permettono di esprimere emozioni anche negative».
Sostanzialmente contraria all’interruzione della continuità didattica anche Manuela Mariani, dirigente scolastica che in passato ha avuto Fabio/Greta nel corpo insegnante alle Thouar, scuola elementare da lei gestita. «L'insegnante si è dimostrato bravissimo, ha avuto sempre un ottimo rapporto con alunni». E questo, secondo Mariani è fondamentale. «In quel periodo - prosegue Mariani - oltre a matematica insegnava motoria, musica e immagine. Me lo ricordo come un docente che curava molto la parte artistico-espressiva. Mise in piedi anche un bellissimo spettacolo di danza». Non solo, in quel periodo il maestro/maestra aveva anche un ottimo rapporto con le famiglie degli alunni. «Ero soddisfatta dell'insegnamento - dice ancora la dirigente - e aveva un buon rapporto con genitori e colleghi. Ciò avviene a tutte le persone che si sentono accolte in comunità, che solo così danno il meglio di sé». Quanto agli eventuali traumi che gli alunni di Fabio/Greta potrebbero avere, Mariani riflette e dice che «quando succederà questa cosa, la persona si sarà già trasformata. Gli alunni si troveranno davanti una insegnante, non avranno davanti la sua storia e il passaggio della persona. Credo che continuità didattica sia da preferire a una interruzione, perché interrompere? Se si parla di una cosa che è possibile a livello di regolamenti interni al mondo della scuola non vedo il problema. Con i bambini si parla molto meglio che con adulti, sono più comprensivi e aperti di noi adulti».
(a.c.)
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