Gioco
«Mi chiedono di fare 6 assunzioni: una follia»
Rosi in guerra con i sindacati: ho preso l’azienda che era sull’orlo del fallimento e c’è chi vuole aumentare il personale. Non pagherò il premio di produzione
LIVORNO. Schietto, diretto, spesso sopra le righe. Di certo mai banale. Angelo Rosi è fatto così, prendere o lasciare. Le dichiarazioni dell'amministratore unico di Aamps sono sempre destinate a far discutere.
Sia che si tratti di una rovente commissione consiliare o, è il caso di ieri pomeriggio, di una conferenza stampa. Che faceva seguito a un’assemblea con i lavoratori - partecipatissima - andata in scena ieri mattina. Così il super manager si prodiga nell'ennesimo show.
Proclama lo scontro frontale con i sindacati, che "si sentono padroni dell'azienda, ma si sbagliano". Torna sulla vicenda dei consiglieri comunali mandati al diavolo, che "se aspettano le mie scuse muoiono tutti di vecchiaia". E rivendica il suo operato alla guida di Aamps: "Ho già fatto risparmiare ad Aamps tre milioni e mezzo di euro in oneri finanziari. Con zero di spread ho fatto meglio della Merkel in Germania…"
Da meccanico a skipper. In passato Rosi si era definito più volte un "meccanico che deve rimettere in moto la macchina". Ora usa la figura dello skipper: «Devo prendere decisioni immediate - afferma - Non ho tempo di dare spiegazioni, devo strambare subito, altrimenti la barca scuffia. Sono subentrato a marzo, e il 3 aprile avevo già incontrato il ceto creditorio. Ho avuto oltre 200 appuntamenti con fornitori, avvocati, commercialisti. Se vi pare poco…»
Guerra aperta col sindacato. Il nodo centrale della conferenza è lo scontro totale con le associazioni sindacali (la Cgil è quella che conta la maggioranza degli iscritti nell’azienda che ora si è completamente spostata nella sede divia dell’Artigianato, ma anche Cisl e Uil sono adeguatamente rappresentate). Al centro del contendere c'è la rinuncia dei dipendenti al premio di produzione, ma non solo. «L'assemblea sindacale - spiega Rosi - aveva deciso per la rinuncia al premio. Poi, però, i sindacati hanno ritrattato, sottoponendo la firma degli accordi a una condizione inaccettabile».
Condizione che riguarda l'assunzione di 6 nuovi dipendenti: 3 autisti, 2 operatori per il termovalorizzatore, un tecnico per l'officina. Rosi non ci sta: «La cosa mi fa imbestialire. Mi impongono di prendere persone che non reputo assolutamente necessarie. Com'è possibile che un'azienda in crisi faccia assunzioni? Chiediamo ai dipendenti di rinunciare al premio di produzione e spendiamo complessivamente di più per sei nuove persone? È una follia. E comunque non sono nemmeno entrato nel merito della questione: avevo detto, senza alcuna preclusione, che avrei fatto una verifica insieme al management dell’azienda».
Assemblea e aut aut. «Stamani (ieri, ndc) - prosegue Rosi - ho indetto un'assemblea con i dipendenti, che quasi all'unanimità si sono confermati disponibili a rinunciare al premio di produzione».
Cosa che dirigenti e quadri hanno già fatto, rinunciando rispettivamente a 6.500 e 3.000 euro. Per i dipendenti il sacrificio sarebbe intorno agli 800 euro (circa 60 al mese) per un risparmio totale di 220 mila euro. «Le rsa hanno fatto un rilancio inaccettabile - dice - che molti lavoratori neanche conoscevano. Forse si sentono padrone dell'azienda, ma sbagliano. Ho l'impressione che qualsiasi mia decisione debba passare per questo tipo di problematiche. Non credo ci sia più possibilità di dialogo». Quindi, cosa succederà?
«Se l'accordo non sarà firmato, io non pago comunque il premio di produzione - risponde - E per il futuro sia chiaro: o mi danno l'opportunità di lavorare come dico io, oppure lascio la barchetta e me ne vado». Senza lasciare lo stipendio di 230 mila euro, s'intende: «Ho già rinunciato a 1,4 milioni di euro al tempo del Cantieri Orlando, ora non sono così disponibile. Lavoro per un compenso decisamente più basso del solito. E ho già portato 3,5 milioni di risparmio in azienda».
La politica: niente sciuse . C'è un altro strappo che pare insanabile: quello con la politica, dopo il “fattaccio”della commissione consiliare . «Se i consiglieri aspettano le mie scuse muoiono tutti di vecchiaia - afferma - Le scuse le pretendo io, che sono stato offeso per tre ore in commissione». Una cosa è certa:Cosimi non porterà nuovamente Rosi a parlare di Aamps di fronte ai consiglieri.
Basta con Livorno. Rosi ha alle spalle divere operazioni compiute nella nostra città. Quindi ha avuto modo di conoscere bene Livorno e soprattutto i livornesi. Ai quali oggi tira le orecchie.
«Se accetterei un altro incarico qui? No, i livornesi cercano lo stipendio, non il lavoro - afferma l’amministratore unico - I dipendenti di Aamps sono stati comprensivi in questa fase difficile per l’aziernda. In più hanno migliorato l'efficienza e diminuito l'assenteismo. Ma questo significa, evidentemente, che prima le cose non andavano così…»
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