Torna la chiazza, ma nessuno indaga Grande e marrone è riapparsa a San Jacopo
Intanto resta il divieto di balneazione davanti all’Accademia e non si conoscono con esattezza i motivi dell’inquinamento.
LIVORNO. Rieccola la chiazza misteriosa, che tutti vedono ma che per le autorità non rappresenta un evento su cui indagare. E' ricomparsa d'improvviso ieri pomeriggio, al moletto di San Jacopo. Chissà se stavolta capitaneria di porto o Comune decideranno che è il caso di capire da dove arriva, come si crea e soprattutto se è stata causata da qualcuno, se ci sono delle responsabilità da sanzionare, e se c’è un modo, una volta per tutte, di non farla più rinascere. Da dove viene? Marrone come dieci giorni fa, grande come dieci giorni fa, la chiazza si è “svegliata” a metà pomeriggio di ieri, insieme all’arrivo del maestrale. Forse è stato proprio il vento appena girato a risuscitarla, o forse no. Forse si è alzata dai fondali, visto che i bagnanti come accadde proprio due settimane fa, non l’hanno vista provenire dal largo e fermarsi contro il moletto di San Jacopo ma se la son trovata lì, d’improvviso. Nessuno indaga: sono ipotesi. Su cui non sarebbe stato male avere delle risposte da parte delle autorità competenti, visto che la chiazza marrone sta disturbando il bagno degli habituè di Acquaviva e San Jacopo dall’inizio della stagione e potrebbe rappresentare un danno all’ambiente. Tra l’altro, secondo le testimonianze di un addetto dei Pancaldi, già a metà maggio la macchia aveva fatto la sua comparsa, invadendo letteralmente tutta quell’area di mare.
Per adesso - ed è un paradosso, visto che si tratta dell’unica autorità che non sarebbe preposta a indagare - a cercar di capire che cosa stia succedendo nelle acque dell’Accademia è l’Arpat.
I tecnici dell’agenzia per l’ambiente in realtà stanno cercando di approfondire i motivi dell’innalzamento dei valori di escherichia coli registrati dopo i prelievi effettuati proprio in seguito all’allarme per la comparsa della chiazza due sabati fa.
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