Il Tirreno

Livorno

La mitica motovedetta Gregoretti nel nuovo Port Center

Una nuova vita per la mitica Gregoretti: la storica motovedet- ta della Guardia Costiera è stata consegnata ieri all'Authority per essere adibita a Port-center nell'ambito della Stazione Marittima....

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Una nuova vita per la mitica Gregoretti: la storica motovedet- ta della Guardia Costiera è stata consegnata ieri all'Authority per essere adibita a Port-center nell'ambito della Stazione Marittima. Alla cerimonia di consegna, svoltasi all'attracco della Capitaneria di Porto, erano presenti, fra gli altri, il contrammiraglio (CP) Ilarione Dell'Anna, e il presidente della Port Authority, Giuliano Gallanti, oltre ad alcuni ufficiali che nel tempo si sono avvicendati al comando della Gregoretti (CP 312) entrata in servizio a Livorno esattamente 37 anni fa, il 2 luglio 1975 e in disarmo dal 2008. Durante la sua lunga carriera, che è stata ripercorsa attraverso la lettura di alcuni articoli di giornale, la Gregoretti si è resa più volte protagonista di rischiosi interventi di salvataggio e soccorso in mare per ricuperare naufraghi di barche affondate oppure trainare natanti sorpresi dalla tempesta ed andati alla deriva in condizioni meteo proibitive: come quella volta, una trentina d'anni fa, che la Gregoretti dovette uscire con il libeccio che soffiava ad oltre 120 chilometri all'ora.

Varata nel 1973 in Germania dai cantieri Schweers di Bardenfleth la "Bruno Gregoretti" appartiene alla classe "Theodor Heuss", una serie di motovedette ognitempo di 23,20 metri, commissionate dalla Società Tedesca per il Soccorso in Mare con sede a Brema e recanti ciascuna un'imbarcazione ausiliaria (la "seppietta"). Sfuggita alla demolizione, la Gregoretti sarà restaurata e riportata alla livrea originale bianca, verde ed arancio, per essere quindi resa, se possibile, di nuovo navigante, e comunque visitabile ai cittadini ed ai turisti come luogo di conoscenza delle attività portuali facendo riferimento all'esperienza di Porto Aperto: lo scopo è perciò la sensibilizzazione nei confronti delle attività portuali superando quella sorta di diaframma che si frappone fra la città ed il porto.

Nel percorso espositivo si guarderà al futuro del nostro porto attraverso sistemi multimediali, ma si potrà pure leggere la tradizione che ci viene dal passato: in tal senso, oltre alla Gregoretti, si pensa di ricuperare anche l'antico navicello Pilade ed il rimorchiatore portuale Marzocco, entrambi ultracentenari e per i quali si procedendo alla stesura del capitolato per i lavori.

Roberto Riu

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