Toscana
San Pallone fa il miracolo: l’Agelp lavora
In occasione della partita chiamati gli operai dell’agenzia per turni extra. Oggi a tu per tu con Gallanti
LIVORNO. La sfida agli spagnoli all’Europeo è finita com’è finita eppure San Pallone ha fatto il miracolo: in occasione della partita degli azzurri è saltata fuori l’esigenza di chiamare in aiuto i lavoratori Agelp per garantire l’operatività del lavoro in porto. La conferma arriva dagli stessi operai che da giorni sono in assemblea permanente e, notte compresa, presidiano la sede di via Donegani per dare l’altolà alla chiusura dell’azienda.
«In realtà – affermano – questo fine settimana di lotta, continuiamo a garantire i turni richiesti e le cose sono andate un po’ meno peggio del solito. Ma mica possiamo raccomandarci agli atleti azzurri per lavorare: le Olimpiadi, l’Europeo o i Mondiali mica ci sono tutte le settimane...».
È da dire che ieri, dopo la pressante richiesta dei lavoratori, è arrivato a sorpresa al presidio il segretario generale dell’Authority MassimoProvinciali per un incontro informale in vista dal faccia a faccia che oggi i sindacalisti avranno con il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti.
Fonti del vertice Agelp riferiscono che il presidente Barbera, oltre al piano A, anche un piano B e, in extremis, un eventuale piano d’emergenza C. In testa c’è la ricapitalizzazione da parte dei soci (ma finora i soci hanno mandato segnali di tutt’altro avviso), in subordine c’è l’ipotesi di chiudere l’attuale Agelp per rifondarne una nuova (risulta che siano stati ottenuti i riscontri necessari da parte del ministero). Esiste anche una ulteriore soluzione assolutamente emergenziale in formato minimale con un numero ridotto di soci per passare il guado e poi ripartire.
Ma i lavoratori temono che tutte queste ipotesi non offrano garanzie: ok, tutti sanno bene che ci saràò una fase di riorganizzazione interna e tuttavia – sostengono al presidio – sembra che ogni scenario pensi di fare i conti semplicemente destrutturando i nostri posti di lavoro e le nostre buste paga. «Vogliamo partecipare alla costruzione della nuova azienda e sappiamo bene che ciascuna delle parti dovrà mettere sul tavolo qualcosa di suo, solo che qui sembra che sacrifici e risparmi siano solo sulla pellaccia nostra».(m.z.)
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