Gioco
Delusione azzurra Invece della ola solo il groppo in gola
Tutti con il fiato sospeso, la città si ferma per 90 minuti Folla davanti ai maxi-schermi per vedere la partita
LIVORNO. Occhi fissi nel vuoto, volti sconsolati, così, con una profonda amarezza nel cuore, tanti livornesi sono tornati nelle loro case dopo aver assistito, ieri sera, alla finale degli Europei tra Italia e Spagna. Un maxischermo è stato allestito alla Rotonda d'Ardenza dalla sezione cittadina della Misericordia che, in questi giorni, celebrava la manifestazione di beneficenza "Happy Summer 2012".
Una grande tristezza ha soffocato le speranze alimentate dalla vittoria azzurra contro la Germania. I livornesi ci credevano, speravano di strappare alla squadra di Del Bosque la Coppa, di poter festeggiare la vittoria sulla Spagna con caroselli lungo le vie della città.
Nella sala allestita alla Rotonda, circa 200 tifosi livornesi hanno fatto sentire la loro vicinanza agli azzurri: prima l'Inno d'Italia cantato a squarciagola, mentre sul maxischermo venivano proiettate le immagini dei giocatori, poi gli applausi a Balotelli, infine il suono delle trombette a incitare gli azzurri.
C'è chi indossa la maglia con scritto Italia, chi sventola il tricolore, chi ha la faccia dipinta di bianco, rosso e verde. Un pubblico variegato: bambini, giovani, uomini, donne, anziani, tutti insieme per sostenere la squadra italiana. Poi ecco il calcio d'inizio, con le urla, i sussulti, i fischi alla squadra spagnola. Qualcuno si asciuga la fronte, non si sa se per il caldo estivo o per l'emozione della partita.
Quando gli azzurri arrivano vicino all'area di rigore della Spagna c'è chi grida, chi si prepara a scattare in piedi sperando che la palla entri in porta. «Forza, dai, tira!»: si alzano le voci di incitamento perché si sa, quando gioca l'Italia siamo tutti un po' allenatori. Poi, ecco il primo gol degli spagnoli e i volti dei tifosi livornesi si fanno cupi, ma c'è ancora speranza. Dopo il raddoppio delle “furie rosse” e la fine del primo tempo, la delusione è palpabile; le due reti fiaccano gli animi anche dei più speranzosi.
Durante il secondo tempo c'è chi ha ancora la forza di incitare gli azzurri; allo scoccare della mezz'ora qualcuno abbandona la sala. Alla terza rete della Spagna c'è chi, non potendone più, si lascia scappare un "Vaffanculo!" rivolto al destino, a una giornata storta, al caldo che ti mangia il respiro e ti appiccica la maglietta...
Arriva perfino il quarto gol e nessuno ne sentiva il bisognoè una doccia fredda che non solleva dall’afa. La sala si svuota e appena l'arbitro fischia la partita, tutti a casa. Clacson, bandiere e sorrisi tornano nel cassetto: peccato.
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