Il Tirreno

Livorno

Un confine che non c’è

Nei fatti, al di là dei diversi ambiti amministrativi in cui sono inserite, Pisa e Livorno potrebbero essere quartieri diversi della medesima città. Lucia Coppini, originaria di Calci ma da una...

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Nei fatti, al di là dei diversi ambiti amministrativi in cui sono inserite, Pisa e Livorno potrebbero essere quartieri diversi della medesima città. Lucia Coppini, originaria di Calci ma da una trentina d’anni residente a Livorno, non ha dubbi: «Mai un problema d’inserimento. Tra le due città non ci sono poi grandi differenze e anzi io le trovo simili per cultura e abitudini». Coppini lavora all’Asl 6, dove è responsabile del servizio di dietologia. Si è ben inserita nella città adottiva e con franchezza parla di pregi e difetti. «Trovo che Livorno abbia i difetti riscontrabili in altre città. Certo posso dire che la città è un po’ sporca, che mancano i parcheggi e che spesso c’è un’attenzione eccessiva al comportamento degli altri. Tuttavia i suoi abitanti sanno essere amici di tutti, è sicuramente un luogo aperto». L’Università l’ha completata a Bologna, ma ricorda che all’inizio, quando frequentava i corsi a Pisa, era portata a fare amicizia più con gli studenti che venivano da fuori che con i pisani «che hanno un po’ di puzza sotto al naso». È giusto unificare le due province? «Sono nata a Calci, le superiori le ho fatte a Pisa e lavoro a Livorno. Non mi sento pisana o livornese. Trovo anzi che non vi sia un confine geografico o naturale tra due città che hanno tante cose in comune».

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