Gioco
Crac milionario, fallita la società di Doveri
Per la Turmar srl si parla di debiti per 15 milioni di euro. Gli avvocati dell’imprenditore: si può avere i conti in rosso anche senza commettere un reato
LIVORNO. È un crac milionario, si parla di 15 milioni di euro, quello che ha portato il tribunale a dichiarare il fallimento della Turmar srl, la società che fa riferimento all’imprenditore Giuseppe Doveri, 64 anni, arrestato lo scorso 30 aprile con l’accusa di bancarotta fraudolenta dopo alcune «telefonate compromettenti con i suoi collaboratori» intercettate dalla Finanza.
Nel tentativo di coprire il maxi debito erano stati messi a garanzia 34 appartamenti, il 50% della proprietà del campeggio Etruria, a Marina di Castagneto, oltre al sequestro, già compiuto nei mesi scorsi, della villa in via Montebello, nella zona di San Jacopo in Acquaviva, e della Porsche Cayenne nera. Con il fallimento della Turmar si compie (in buona parte) un passo decisivo nel proseguo dell’inchiesta penale. Era stata la stessa Procura, infatti, alla fine di aprile, a chiedere il fallimento della società, elemento decisivo – come hanno spiegato gli inquirenti – per dimostrare e sostenere la bancarotta fraudolenta.
Tesi opposta a quella dei legali dell’indagato, gli avvocati Massimo Girardi e Davide Lera: «Si può fallire senza commettere un reato», spiegano.
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