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Addio al radiologo Maurizio Baronti «Era un sognatore»
LIVORNO. Il figlio Francesco dice di suo padre Maurizio, morto nella notte tra venerdì e sabato: «Scrivete che se n’è andato un generoso sognatore, una persona che guardava il sole e ironizzava su...
LIVORNO. Il figlio Francesco dice di suo padre Maurizio, morto nella notte tra venerdì e sabato: «Scrivete che se n’è andato un generoso sognatore, una persona che guardava il sole e ironizzava su tutto, anche sulla malattia che lo ha ucciso».
Ieri per la sanità livornese e non solo è stato un giorno di lutto. È scomparso a 72 anni Maurizio Baronti, apprezzato medico radiologo agli Spedali Riuniti di Livorno.
Nato a Ferrara il 12 dicembre del 1940, entrò nel gruppo di lavoro del professor Ario Crinelli, nel 1968, dimostrando subito le proprie capacità professionali. Per affinare la conoscenza nel settore emergente della radiodiagnostica, frequentò a lungo i corsi di un luminare come il professor Hernandez all'Università di Parigi.
Nell'équipe di Crinelli portò inoltre avanti un particolare settore, quello della linfografia, per lo studio del sistema linfatico. Una carriera segnata dal volontà di andare alla ricerca e di non accontentarsi. Forse anche per questa sua indole, a metà degli anni ’80, accettò l'invito dell'università di Mogadiscio come docente di Radiologia. Con lui si trasferì in Africa anche tutta la famiglia che visse in Somalia per alcuni anni, instaurando un legame con quel Continente che negli anni è rimasto vivo.
Rientrato in Italia, divenne poi primario all'ospedale di Orbetello.
Era figlio del generale Baronti, dell'Aeronautica Militare. Lascia un figlio, Francesco, artista colorato. Dentro ai suoi quadri non è raro guardare e trovare i toni dell’Africa, quelli visti da bambino quando suo padre lo portava in giro per le strade di Mogadiscio lasciandogli in eredità la voglia di scoprire il mondo.
La camera ardente è prevista per la giornata di oggi, mentre i funerali di Maurizio Baronti si svolgeranno domani, alle 10,30, nella chiesa di San Jacopo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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