Il Tirreno

Livorno

Yari guarda oltre ma in platea c’è la vecchia guardia

di Mauro Zucchelli

LIVORNO. Quanto un mediano che si spolmona senza requie, ce la mette proprio tutta il Pd per intercettare la "Livorno che guarda oltre". Lo fa a colpi di tweet e diretta streaming via web, di...

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Quanto un mediano che si spolmona senza requie, ce la mette proprio tutta il Pd per intercettare la "Livorno che guarda oltre". Lo fa a colpi di tweet e diretta streaming via web, di Facebook e video su YouTube. Ma i "cinguettii" si contano sulle dita di una mano, le visualizzazioni su YouTube superano a malapena quota 100 per il segretario (duecento volte meno di "Puccio Sterza"), i "mi piace" su Facebook sono 183 (quaranta volte meno del Nocchi).

Per la conferenza programmatica del Partito democratico il palcoscenico del Goldoni è assai impegnativo. Da un lato, per il confronto con la storia: ma chissà se ricucire lo strappo del '21 (con la scissione che spaccò la sinistra facendo nascere il Pci) è solo una ambizione dei più anziani. Dall'altro, perché è difficile riempire anche solo la platea sotto l'afa di fine giugno e con il fascino della politica ai minimi termini.

La folla s'ingrossa un po' solo quando scossa l'ora della relazione del segretario: si contano 242 presenze, confermate anche dal conteggio dei contrassegni distribuiti dalle addette al foyer. Ma all'inizio erano a malapena la metà, e gli under 40 come il segretario De Filicaia non sono più di una ventina.

Il resto? Tanti quadri dirigenti di base, parecchi pensionati. Insomma, se il Pd getta lo sguardo “oltre” la siepe, dietro quell'”oltre” si può intendere la costruzione di una idea di città per il dopo-Cosimi. Non è un "oltre" che riesca a richiamare dentro il Goldoni extralarge qualcosa di quel che c'è là fuori dal recinto del partito. Neanche tutta la nomenklatura rossa della città: anzi, fa rumore il fatto che il sindaco sia arrivato così tardi e se ne sia andato pochi minuti più tardi, quando alla tribuna c'è il numero uno del Pd cittadino, Yari De Filicaia, con il quale il dialogo è sempre stato parecchio ruvido. Il ritardo è effettuvamente motivato dall'impegno alla riunione sui guai del lavoro portuale, la partenza anticipata – precisa al volo uscendo – dal fatto che «sono fradicio di sudore». Forfait polemico proprio mentre parla il segretario? «Macché, vado semplicemente un attimo a cambiarmi, poi tornerò».

Ce la mette tutta il Pd: anche a costo di sacrificare un po’ di liturgia e magari qualche sparata acchiappa-applausi che galvanizzi le truppe. Al contrario, tanto Ciampini che De Filicaia evitano di accarezzare la platea e i livornesi per il verso del pelo, provano una operazione-verità: figurarsi che il primo disegna una economia è talmente incardinata su un apparato pubblico in crisi che il 65% della ricchezza e il 70% del monte salari arrivano da lì (percentuali un po’ esageratine?). «È la certificazione che Livorno passa da città del Centro Nord a città del Centro Sud», chiosa a margine una vecchia volpe come Massimo Bianchi.

Ovvio che, nel gossip da corridoio, quell’”oltre” tenga un occhio a Palazzo civico, al Pd che fa quadrato e il centrosinistra che si sbriciola. «Ma è anche il coraggio di andare “oltre” noi stessi: producendo una nuova leva di classe dirigente», dice un ex dirigente di medio rango che tiene a restare nell’ombra. «Anche perché lo so benissimo che noi abbiamo mille guai ma fuori di qui, nel resto dello schieramento politico, non vedo tutto questo gran turbinare di cervelli».

Funziona poco o niente il giochino dell’identikit del toto-sindaco per il dopo-Cosimi: De Filicaia chiarisce che non intende staccare la spina in anticipo. Anche se arrivare alle elezioni da soli contro il mondo e con un logoramento di un anno e mezzo di cura Monti ammazzerebbe anche Ribot. Gli strateghi in casa Pd avrebbero 18 mesi per decidere su quale cavallo puntare: si sente ripetere come una giaculatoria che bisogna pescarlo “fuori”.

Il sondaggio dice che i consensi Pd non sono in picchiata. Ma Elis Bufalini, capogruppo in Provincia, segnala: «Sì, bisogna guardare “oltre”: per non diventare il parafulmine di ogni rabbia. Come se la gente dicesse: non so trovare alternative, ma a voi che state lassù al potere una sberla ve la dò».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca