Il Tirreno

Livorno

Sorpresa, i livornesi vogliono il centro chiuso

Nel sondaggio commissionato alla Swg il 57% chiede un nuovo inceneritore fuori dalla città

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LIVORNO. Nella sua relazione introduttiva, Alessio Ciampini affronta i tempi dell’antipolitica, del populismo, della disaffezione degli elettori, del governo Monti che non sembra convincere più, della crisi del sistema per poi arrivare a fotografare la situazione di Livorno. Un’analisi, la sua ricca di numeri e spunti:oltre 50mila le pensioni erogate nella nostra città a fronte di un a popolazione complessiva di 160mila abitanti e gli importi medi di questi pensioni pongono Livorno al primo posto in Toscana. Inoltre, giudica l’economia livornese «drogata dal pubblico», dove la presenza di enti, scuole, forze armate e di polizia «comportano che il 65% dela ricchezza prodotta risulti derivante direttamente o indirettamente dal pubblico» Cresce il tasso di disoccupazione che nel 2011 era pari al 6,4% a fronte del 5,1% del 2008. Un altro dato che desta preoccupazione, nell’analisi di Ciampini, è il 25% della dispersione scolastica «che pone Livorno come fanalino di coda per il centronord del Paese». Ma Ciampini, di fronte a questi dati, rilancia la sfida della città e invita i livornesi a credere «di più nelle nostre potenzialità, abbandonando un retaggio che sta diventando limite culturale e di mentalità».

È in questo contesto che si cala il sondaggio effettuato per conto del Pd dalla Swg sulla “percezione della situazione socio-economica a Livorno». Sondaggio che regala anche delle vere e proprie sorprese. Per esempio, tre livornesi su quattro condividono l’ipotesi di chiudere il centro per riqualificarlo in chiave turistico-culturale: nel dettaglio il 45%è pienamente convinto, il 27 in parte convinto mentre il 28% è contrario».

Ancora più soroprendente il sondaggio sull’inc eneritore:il 57% del campione intervistato è favorevole a costruire un nuovo inceneritore più moderno fuori dalla città e chiudere il vecchi. Solo il 12% ritiene che si debba continuare a utilizzare l’attuale inceneritore mentre il 18% preferisce trovare soluzioni alternativa all’inceneritore, anche a costo di aumentare le tasse»(a.g.)

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