Sicurezza
«Minacciata, l’ho spinta ma non sono scappata»
Tragedia in Borgo: il racconto della donna indagata per la morte di Luana Caselli Da lunedì è ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Livorno
LIVORNO. Piange, assume medicinali per non pensare e nei momenti di lucidità giura di «non essere scappata dopo la lite» avvenuta lunedì dentro al negozio di alimentari di via delle Navi e di non sapere «quando sono uscita, che la signora» con la quale aveva discusso per via del cane «fosse morta poco dopo essere caduta. Mi ha detto che mi faceva arrestare, per questo ho reagito», racconta. Poi si ferma, guarda il vuoto e si domanda ad alta voce se «riuscirà mai a dimenticare quello che è successo». L’ultimo pensiero è per i parenti della vittima: «Mi dispiace che stiano soffrendo».
Krisztina Lazar, 44 anni, professione parrucchiera e cittadinanza ungherese, parla da una stanza che divide con un’altra paziente nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Livorno dov’è stata ricoverata lunedì pomeriggio dopo aver cercato di ferirsi quando gli agenti della polizia le hanno detto che Luana Caselli, 78 anni, era deceduta.
Adesso «è indagata con l’accusa di omicidio preterintenzionale – confermano i suoi legali, l’avvocato Mario Galdieri e la collega Francesca Dello Sbarba – ma in questo momento nei suoi confronti non c’è alcun provvedimento di polizia: né un fermo, né tantomeno lo stato di arresto».
Ai sui avvocati la quarantaquattrenne ha raccontato della sua vita a Livorno prima di lunedì. «Ero arrivata qua da un paio di mesi dopo essere stata per ventidue anni tra Como e Milano. Avevo scelto questa città per ricominciare. Sognavo di trovare un lavoro e di prendere una casa in affitto. Nell’attesa mi sono sistemata a casa di un’amica».
Il racconto della mattina di lunedì inizia nel momento in cui la quarantaquattrenne è entrata nell’alimentari nel quartiere di Borgo Cappuccini. «Ricordo che la discussione è iniziata per via del cane che gironzolava tra frutta e verdura – racconta – Ho detto a quella signora che dentro all’alimentari l’animale non poteva stare, e lei si è arrabbiata e mi ha risposto che avrebbe chiamato le forze dell’ordine e mi avrebbe fatto arrestare. Poi l’ho appena toccata e sono uscita: non l’ho nemmeno vista cadere».
La proprietaria del negozio avrebbe raccontato qualcosa di diverso agli inquirenti: «Sono uscita è ho provata a chiamarla per farla tornare indietro ma lei è andata via a passa svelto. Poi sono tornata nel negozio per soccorrere la signora».
Dovranno essere le indagini, a cominciare dai risultati dell’autopsia, ad accertare se esiste un legame tra il decesso e le percosse o se invece l’anziana sia morta a causa dello stress.
«Quando mi hanno fermato vicino a casa – prosegue la donna – non avevo idea di quello che fosse successo, quando sono uscita dal negozio l’ho fatto per evitare che la discussione proseguisse». Poi il trasferimento in Questura, il tentativo di ferirsi e il ricovero in ospedale. «Riuscirò mai a dimenticare» si domanda un’altra volta. Questa mattina a pochi metri dall’ingresso del reparto di psichiatria andranno in scena i funerali di Luana Caselli, morta per aver difeso il cane.
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