Il Tirreno

Livorno

Meloria, un’altra estate di regole confuse

di Gio

La circoscrizione 3 organizza un incontro con i cittadini. Battocchi: «Vogliamo chiarire ai diportisti cosa si può fare»

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LIVORNO. «È istituita l’area marina protetta denominata Secche della Meloria». Recita così l’articolo 1 del decreto legislativo varato dal Ministero dell’Ambiente il 21 ottobre 2009, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6 marzo 2010, insieme a un altro provvedimento contenente la disciplina delle attività consentite nell'area in questione.

A distanza di quasi tre anni, però, intorno allo spicchio di mare distante circa 7 chilometri dal porto di Livorno c’è ancora molta confusione. Colpa di una normativa difficile da interpretare, di misure che non sono ancora state adottate, del comportamento non corretto di alcuni diportisti e del mancato controllo da parte di chi dovrebbe vigilare.

Vista la complessità della materia, la Circoscrizione 3 ha organizzato per martedì prossimo un incontro dal titolo “Parco della Meloria: istruzioni per l’uso”, durante il quale si cercherà di fare chiarezza sull’area protetta. «Abbiamo ricevuto molte richieste d'informazioni - spiega il presidente della tre Giovanni Battocchi - Ci sono difficoltà oggettive nell’uso del Parco. Vogliamo aiutare i diportisti nella comprensione di quello che si può e non si può fare in quella zona».

Il dibattito si annuncia acceso, se è vero che in questi anni i visitatori delle secche della Meloria hanno dovuto fare i conti con una legge controversa, criticata, e non sempre rispettata. Ancora oggi c’è chi si addentra nel paradiso naturale senza tener conto di divieti e restrizioni, e chi invece se ne sta alla larga senza sapere che l’area è ancora fruibile entro una certa distanza dalla Torre.

La legislazione, tuttavia, presenta alcuni punti oscuri. Primo su tutti: per delimitare la cosiddetta “area A”, caratterizzata da una protezione integrale, la legge prevede l’uso di 4 boe di segnalazione. Al momento, però, le boe sono ancora mancanti, rendendo quasi impossibile la distinzione dell'area A da quelle “B e C”, dove sono invece previste e regolamentate una serie di attività: dalla balneazione alle immersioni subacquee, dalla navigazione alla pesca sportiva.

Un altro aspetto fondamentale riguarda le imbarcazioni, che devono essere equipaggiate con motori ecocompatibili in linea con la direttiva 2003/44/CE. Secondo questo parametro, la maggior parte delle barche da diporto livornesi, dotate di motori meno recenti, sarebbe esclusa dalla possibilità di circolare nei pressi della Meloria.

A chi spetta, infine, la sorveglianza dell’area? Il Parco di San Rossore dovrebbe occuparsi del monitoraggio delle condizioni ambientali, mentre la Direzione Marittima di Livorno dovrebbe essere preposta al controllo. Proprio la Capitaneria di Porto avrebbe avuto di recente delle precise direttive dal Ministero sulla regolamentazione della zona.

L’incontro di martedì diventa perciò un momento importante per sciogliere una volta per tutte i dubbi sul Parco della Meloria. «L’obiettivo - conclude Battocchi - è sensibilizzare i diportisti e aiutarli nella comprensione delle regole, per permettere loro di godere di un patrimonio che appartiene a tutti i livornesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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