Il Tirreno

Livorno

La magia della Sardegna nel cuore della città

di Roberto Riu
La magia della Sardegna nel cuore della città

Tre giorni di festa alla Fortezza Vecchia, tra cibi tradizionali e danze tipiche dell’isola, per riscoprire una terra affascinante

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LIVORNO. Un angolo di Sardegna nel cuore di Livorno: dopo il grande successo dello scorso anno la Fortezza Vecchia, a partire da oggi sino a domenica, torna ancora ad ospitare le antichissime tradizioni sarde con una kermesse di tre giorni all'insegna della gastronomia, dello spettacolo e dello scambio culturale. Organizzata dall'Associazione Culturale Sarda "Quattro Mori" di Livorno in collaborazione con il FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) ed il patrocinio della Provincia e della Circoscrizione 2, la festa propone infatti cene con menù della cucina tipica toscana e della tradizione isolana dove spiccano il pecorino sardo, le salsicce, i malloreddus alla campidanese e, naturalmente, il maialino arrosto (il classico "porceddu") con sedano, ravanelli e pomodori, il tutto accompagnato da vino Cannonau, birra Ichnusa (di produzione sarda) ed acque minerali, anch'esse tipiche sarde (Sandalia, Levia, Siete Fuentes, etc.). Pure gli spettacoli che animeranno la festa sono all'insegna della contaminazione di stili e di generi combinando la consuetudine folcloristica isolana con la musica moderna ed il varietà. Sul palco vedremo perciò l'esibizione del gruppo folk Is Baddarinos, proveniente dal piccolo borgo di Tratalias (Carbonia-Iglesias) e che ha in repertorio una decina di antichi balli sardi nel costume tradizionale (come il classico "Su ballu tundu" oppure "Su ballu de su serrazzu").

E restiamo ancora in Sardegna con la stupenda voce di Cecilia Concas, giovane cantautrice che riesce a coniugare tradizione e modernità come nel suo recente cd "Miradas arcanas" partendo dal bel canto logudorese per giungere ai ritmi dei balli campidanesi. "Tutta un'altra musica", è il caso di dire, ci propone invece il cantante livornese Giuliano Gulisciano (www.musicgiuliano.com) con il pianobar che ci accompagnerà nei tre giorni dalle 19 alle 21 attraverso i grandi classici della discografia italiana. Ancora grandi classici, ma questa volta del varietà anni '50 sono invece protagonisti con lo spettacolo messo in scena dall'Associazione Culturale "La fucina dell'arte": il gruppo teatrale diretto da Amleto Morisco in questa occasione si ispira a straordinari artisti comici del passato come Totò, Macario, Carlo Dapporto, Gino Bramieri o Paolo Panelli, un mondo ben descritto da Alberto Sordi nel suo film "Polvere di stelle" quando nei teatri, come il famoso Ambra Iovinelli di Roma, dalla platea si levava il classico grido in romanesco: "Ahò! Facce ride!" A corredo della kermesse sono presenti diversi stand con prodotti alimentari tipici della Sardegna: dai formaggi alla "carta da musica" (o "pane carasau"), dal liquore di mirto ai vari dolci (seadas, casadinas, amaretti, pabassinas, tilicas, pirichittus). Saranno esposti inoltre prodotti dell'artigianato tessile (tappeti, arazzi, etc.) realizzato col telaio a mano ed i noti coltelli di Guspini dove si tiene ogni due anni si tiene "Arresojas", la mostra internazionale del coltello artigianale sardo. Nella cittadina del Medio Campidano ha avuto origine "sa guspinesa", il coltello a serramanico con lama tronca oppure a punta, divenuto famoso per essere stato impiegato, durante la Prima Guerra Mondiale, dai fanti della Brigata Sassari negli assalti all'arma bianca. Tutti da vedere sono, infine, i magnifici modelli realizzati dal livornese Antonio Perini che ha fedelmente riprodotto in scala attrezzi e macchinari della vecchia civiltà contadina (aratri, erpici, falciatrici).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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