La protesta
«Il catasto cambierà ma è davvero super Imu»
Grassi, presidente dell’associazione piccoli proprietari, replica al Comune «I valori delle rendite sono maggiori solo all’Elba per ragioni turistiche»
LIVORNO. «In questo momento particolare e disgraziato della storia del nostro paese, fare l'assessore al bilancio penso sia davvero un compito difficile, nemmeno tanto gratificante ed invidiato e per questo in parte (ovviamente) gli siamo anche un pò solidali. Però caro Valter non confondere le carte in tavola: se da valente bancario quale sei ritieni utile continuare a nascondere la rivoluzione già adottata dal governo Monti per quanto riguarda la revisione del catasto, da buon politico impegnato, spiega bene almeno quanto l’Imu andrà ad opprimere le famiglie livornesi nei prossimi mesi».
Con queste parole, Sirio Grassi - presidente dell’associazione piccoli e medi proprietari immobiliari, replica alle parole pronunciate da Valter Nebbiai in consiglio comunale durante il dibattito sul bilancio di previsione 2012 (e riportate dal Tirreno, con particolare riguardo all’imposta sulla casa e alla questione delle aliquote e della rendita catastale) e boccia seccamente la scelta della giunta di appliacre quella che è già stata definita la superImu.
«Come associazione sindacale della casa - prosegue Grassi - abbiamo mantenuto i toni bassi, da buon padre di famiglia che consiglia di stringere la cinghia in un periodo di forte crisi delle entrate familiari. Però i contribuenti livornesi onesti e le 5.000 famiglie livornesi utenti dell'Asppi Livorno hanno ormai la capacità di analizzare e verificare le affermazioni fatte dall'assessore al bilancio Nebbiai. Affermazioni che in effetti sono di grande effetto ma anche di scarso valore illustrativo, perchè il contribuente non deve essere bistrattato fornendogli giustificazioni non comprensibili e forse corrispondenti solo in parte» .
Grassi conclude la sua premessa dicendo «che i piccoli e medi proprietari sono pronti a fare la loro parte di sacrifici», aggiungendo però la necessità di «concertare l'equità degli impegni di spesa».
Il presidente dell’Asspi, a questo punto, entra nel merito delle contestazione. E per prima cosa nega che la rendita catastale nella zona più esclusiva di Montenero sia uguale a quella di un' abitazione di minor pregio come può essere Fiorentina«La tecnica catastale - dice - e il Dpr 23 marzo 1998 numero 138 relativo alla "revisione generale delle tariffe d'estimo delle unità immobiliari urbane e dei relativi criteri" attesta che per il calcolo della rendita catastale, le unità immobiliari sono state suddivise in gruppi, i gruppi in categorie e le categorie in classi e che per ogni categoria e classe dei gruppi vengono calcolate le tariffe e per ogni unità immobiliare viene dichiarata ed accertata la consistenza, in tal modo data la tariffa e la consistenza è possibile determinare il reddito imponibile catastale di ogni unità immobiliare L’incidenza del carattere della zona di Montenero rispetto a Fiorentina viene considerata anche nel momento del classamento, fornendo alla classe dell'unità immobiliare specifica un valore più o meno alto, quindi la relativa applicazione della tariffa corrispondente. Con difficoltà troveremo classi 6/7 a Montenero e classi 2/3 a Fiorentina tranne che per unità in cui l'ubicazione non è un valore determinante il reddito dell'abitazione».
Anche sul fatto che i valori catastali per le singole categorie di immobili siano più bassi qui rispetto ad altri capoluoghi toscani, come sostiene l’amministrazione labronica, Grassi ha qualcosa ridire. «In altri Comuni si parla di microzone - afferma - e allora, a proposito delle notevoli differenze rispetto ad altri capoluoghi toscani, fossi il nostro Comune reciterei il "mea culpa" visto che la commissione censuaria per cui noi ci siamo battuti e che doveva essere fatta funzionare si è invece riunita una sola volta in 21 anni».
«Noi che le rendite catastali le conosciamo davvero "de visu" - conclude - e direttamente attraverso le nostre sedi locali (a cui abbiamo tempestivamente richiesto conferma), possiamo assicurare che l'unico riferimento cosciente a cui si può fare è alle rendite catastali della provinci: nei comuni turistici dell'Elba e della costa labronica variano un poco di più, ma solo là».
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