Il Tirreno

Livorno

Faccia a faccia con l’intruso in casa

Faccia a faccia con l’intruso in casa

Magrebino penetra all’alba in un’abitazione alla ex stazione san Marco. Panico

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LIVORNO. Faccia a faccia con l’intruso, in casa. Degenera sempre di più la situazione all’interno delle abitazioni nella ex stazione San Marco. Ieri all’alba un tunisino - uno dei senza tetto che frequenta la zona - ha invaso la casa di una famiglia: ha scavalcato la recinzione e ha forzato la portafinestra, terrorizzando moglie, marito e figlia che dormivano a quell’ora di prima mattina.

Sono le sei quando gli inquilini dell’ex alloggio per ferrovieri sentono dei rumori. «Stavo dormendo, con le finestre chiuse, quando ho sentito che qualcuno forzava la porta - racconta Letizia Catalogni - Mio marito s’è alzato, ha aperto la portafinestra e s’è trovato di fronte a un ragazzo in pantaloncini, che sembrava sotto choc». Il marito grida e intima al giovane di andare via. Ma il giovane appare intontito. A quel punto i coniugi chiamano il 112 dei carabinieri, che però ci mettono un po’ ad arrivare in quanto impegnati in altri servizi. «È passata mezzora - racconta Letizia - Noi intanto tenevamo d’occhio quell’uomo. Lui per un po’ è rimasto fermo. Poi s’è sdraiato sul lettino che teniamo in giardino».

Quando arrivano i militari dell’Arma, il tunisino è ancora là. I carabinieri gli chiedono cosa ci faccia lì e gli fanno notare che s’è reso responsabile una violazione di domicilio. Lui a quel punto rivela di trovarsi lì per cercare la sua fidanzata. E in effetti ha in mano una rosa, presa dal giardino accanto all’abitazione. Una spiegazione questa che crea inquietudine nella famiglia: «Io ho una figlia di 20 anni e nelle case vicine abitano altre tre ragazze - dice Letizia - Io ho paura per loro. Ma se questi magrebini, che frequentano l’ex stazione, prendono di mira le nostre figlie e per incontrarle penetrano di notte nelle nostre case, cosa può succedere? Che conseguenze ci potrebbero essere?». I residenti della ex stazione San Marco da anni protestano contro lo spaccio, il degrado e la situazione di paura in cui vivono per la presenza costante di senza tetto, soprattutto nordafricani, dediti alla criminalità. «Ma questa volta è diverso - denunciano Letizia e la residenrte Rossella Roncucci - Queste persone sono entrate nelle nostre case. E qui viviamo in ansia continua».

Lara Loreti

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di Redazione web