Gioco
La lettera di Viti diventa un caso politico Il Pd attacca la Calamai
Le dimissioni del primario provocano l’intervento del Pd deciso da giorni a chiedere la sostituzione del direttore generale e chiama in causa anche il sindaco Cosimi
LIVORNO. Il Partito democratico entra a gamba tesa nel conflitto interno che si è aperto all’Asl. Le dimissioni di Maurizio Viti portano il senatore Marco Filippi a rompere il muro di riservatezza che circonda i rapporti tra i democratici e il direttore generale dell’Asl Monica Calamai.
Lo fa con una dichiarazione affidata alla mailing list del parlamentare: «Le recenti dimissioni del dottor Maurizio Viti da primario di chirurgia dell'intera Asl, che seguono di qualche mese quelle dell'avvocato Luca Cei da direttore amministrativo, sono il segnale inequivocabile di un crescente malessere all'interno della struttura di vertice di quella Asl». Il senatore ricorda che «per entrambi si trattava di incarichi fiduciari del direttore generale, la cui stima nei confronti di questi due professionisti è ampiamente condivisa e che fortunatamente rimangono comunque ancora negli organici dell'Azienda sanitaria locale. Qualcosa - aggiunge - evidentemente si è rotto e quel qualcosa è bene e opportuno che divenga oggetto di confronto e di dibattito nelle sedi proprie, soprattutto in un momento tanto delicato e difficile come quello che attualmente la sanità sta attraversando, non solo a livello locale». Appare evidente che l’esponente Pd pensi a un “confronto” che esca dalle stanze dell’Asl per investire i referenti politici. Spiega infatti che il «confronto è ancor più necessario visto il tormentato percorso finalizzato alla realizzazione del nuovo ospedale, e il processo di riorganizzazione di essenziali servizi sanitari, da tempo attesi dalla comunità livornese». Chiama in causa Cosimi: «Sono certo - scrive Marco Filippi - che il sindaco, massima autorità sanitaria in città, saprà cogliere il senso autentico delle mie parole e sono certo non tarderà ad aprire il più ampio ed esaustivo confronto, fugando dubbi e preoccupazioni che negli ultimi mesi si sono moltiplicati e rincorsi, anche a causa delle dinamiche di una crisi che, di giorno in giorno, si fa sempre più preoccupante, talvolta anche per la tenuta dei presidi essenziali e delle elementari condizioni di tutela sanitaria dei nostri concittadini».
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