La protesta
Imu, uguali per il catasto Montenero e la Guglia
A Livorno c’è una sola zona censuaria e le rendite catastali, secondo la giunta, sono tra le minori della Toscana. Così non mancano conseguenze per l’imposta
LIVORNO. A parità di categoria, la rendita catastale di una abitazione nella zona più esclusiva di Montenero è uguale a quella di un quartiere di minor pregio come può essere Fiorentina. Questa una delle anomalie del patrimonio immobiliare livornese, secondo il catasto. E secondo l’amministrazione comunale. Livorno, infatti, a differenza di altre città toscane, ha una sola zona censuaria, e ciò - è stato spiegato in consiglio dai banchi della giunta - è la causa di clamorose disparità. La prima a carico dei cittadini che, pur possedendo immobili con valore di mercato sensibilmente diversi, sono costretti a pagare lo stesso importo per l’Imu. Prendiamo due case di categoria A2 (la classica abitazione di tipo civile) della stessa dimensione, una che sorge in un’area residenziale di lusso, l’altra invece in periferia: il calcolo dell’imposta è determinato dall’aliquota (uguale per tutti) e dalla rendita (uguale anche questa), quindi l’importo dell’Imu sarà lo stesso anche se sul mercato immobiliare una casa vale il doppio dell’altro. Che non è proprio il massimo dell’equità fiscale. Ma le cose stanno davvero così? Per Sirio Grassi, presidente Asspi, non proprio: «È vero che c’è una sola zona censuaria, ma all’interno della stessa categoria ci sono delle suddivisioni per classe che vanno a incidere sulla rendita».
Per la giunta, però, esiste un’altra anomalia: i valori catastali per le singole categorie di immobili sono più bassi - per ragioni storiche - rispetto ad altri capoluoghi toscani come Firenze, Pisa e Siena (solo Prato ha valori analoghi). Ed è su questo punto che l’amministrazione comunale si difende a proposito della super Imu che sta per abbattersi sui livornesi. Anche nel consiglio di ieri l’altro, Cosimi non ha negato che l’aliquota del 5,8 per mille è la più alta della Toscana (e noi , aggiungiamo, probabilmente d’Italia) ma ha anche spiegato «che non si possono fare confronti sull’imponibilità Imu limitandosi a prendere come riferimento l’aliquota e senza tenere di conto delle notevoli differenze delle tariffe d’estimo».
Inevitabile il confronto con Pisa che ha stabilito di tenere ferma l’aliquota al 4 per mille. Secondo i calcoli dell’amministrazione livornese, a Pisa per una casa di 5 vani, categoria A2, l’importo Imu con l’aliquota al 4 per mille è di 650 euro: a Livorno, per la stessa abitazione, si pagano 728 euro con l’aliquota al 5,8 e si pagherebbero 502 euro se l’aliquota fosse al 4. Per una casa di 5 vani categoria A3, a Pisa si paga mediamente 412 euro e a Livorno, pur con un’aliquota più alta, l’importo è di 313 euro (che scenderebbero a 216 se fosse applicato il 4 per mille). Per un negozio di classe 1, a Pisa con il 7,6 si paga 1.242 euro di Imu mentre a Livorno col 9,6 l’importo è solo di 345 euro. Questi conti, secondo il Comune, dimostrano che l’Imu di Livorno non è la più alta della Toscana. Ma il dibattito in consiglio è sempre acceso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
