Il Tirreno

Livorno

Grillo predica bene e razzola male: il suo blog mi censura

In realtà più che grillo per la testa, ho un diavolo per capello (per quelli che mi sono rimasti). In sintesi potrei dire che Beppe Grillo predica bene e razzola male. Se provo a pubblicare una cosa...

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In realtà più che grillo per la testa, ho un diavolo per capello (per quelli che mi sono rimasti). In sintesi potrei dire che Beppe Grillo predica bene e razzola male. Se provo a pubblicare una cosa sul suo blog (www.beppegrillo.it) con la mia mail, non lo posso fare: il mio indirizzo, infatti, è stato inserito su una black list. Il blog di Grillo mi sta censurando qualsiasi commento scrivo, inserendo il mio nome, cognome, email. Tutto per un mio commento, evidentemente sgradito, sulla famigerata storia del microscopio (il caso degli studiosi Montanari/Gatti). E così Grillo predica l’importanza della rete e della libertà che offre: ma se censuri, dov’è la libertà?

Per questo ho aperto un mio blog (ungrilloperlatesta.blogspot.it) sull'argomento. Sul blog di Grillo sono riuscito a scrivere il primo e unico commento solo perché ero ancora sconosciuto al filtro censore. Il commento che mi è costato la censura è questo: “Beppe, ci dai la tua versione del microscopio”?

Magicamente (magia nera) la mia email è entrata a far parte della blacklist. All’inizio ho pensato che fosse un problema di browser, qualche problema di natura “robotica”, ma più che provavo e riprovavo e più che sembrava che qualche forma di intelligenza umana fosse dietro al fatto che in nessun modo riuscivo a postare con la mia email, neppure scrivendo Forza Beppe! Allora ho chiesto a papà Google e a cugino YouTube qualche informazione in più e ho trovato tanti video che fanno la mia stessa denuncia.

E allora mi sono venute in mente le parole di Grillo quando parla della rete, di come non puoi dire bugie, della censura, di come hanno clonato il sito di Mastella che cancellava chi parlava male di lui... una sequenza veloce di immagini, video, parole, sentenze, battaglie che Grillo ha sempre sostenuto, anche in favore di blog e blogger minacciati di essere chiusi. Poi il flusso multimediale nella mia mente si è fermato e ho ripreso coscienza e ho avvertito un senso di tradimento: il blog di Beppe Grillo stava censurando in quel momento e non solo me e non solo ora, ma tante altre persone.

Non so se mai vi capita, ma ci sono situazioni in cui si attiva un meccanismo in voi alimentato forse da rabbia, tradimento, delusione, per cui dite a voi stessi «ora basta, non posso tacere, gli altri devono sapere».

Alessandro Marzini

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