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Lite per un cane, anziana si accascia e muore dopo spinta La rivale l’aggredisce e poi scappa: presa dalla polizia
LIVORNO. È morta per difendere il suo cane, ribellandosi contro l’atteggiamento aggressivo di chi avrebbe voluto imporsi. Luana Caselli, 78 anni, ieri mattina è deceduta così all’interno di un...
LIVORNO. È morta per difendere il suo cane, ribellandosi contro l’atteggiamento aggressivo di chi avrebbe voluto imporsi. Luana Caselli, 78 anni, ieri mattina è deceduta così all’interno di un negozio di frutta e verdura in via delle Navi, dopo una lite con un’altra cliente.
Krisztina Lazar, parrucchiera ungherese di 44 anni, residente a Milano ma da poco in città, prima ha infatti inveito contro l’anziana, dicendole che il cane le dava fastidio. Poi l’ha spinta facendola cadere contro il bancone del negozio. E quando ha visto che l’anziana si è sentita male, è scappata di corsa verso piazza Mazzini.
La signora Luana si è accasciata a terra ed è morta poco dopo per arresto cardiaco. Per lei non c’è stato nulla da fare.
A tempo di record, dopo appena pochi minuti, la polizia ha rintracciato la parrucchiera in piazza Roma e l’ha sottoposta a un fermo per il reato di morte in seguito ad altro delitto.
Sono le 10.30 circa quando ha inizio l’incredibile episodio. Luana Caselli, vedova livornese che vive in via della Vecchia Casina, in Borgo Cappuccini, come ogni mattina esce di casa e inizia il suo giretto. Va al bar Caffè e Co, poi passa dal panettiere, quindi si ferma al negozio di frutta e verdura gestito da Claudia Ioana Ionita, romena che da tempo abita a Livorno con la sua famiglia.
Luana Caselli entra nel negozio con un’amica e con il suo cane, un bel meticcio bianco e nero, e chiede pomodori e cipolle. Passa qualche istante e nel negozio arriva la parrucchiera ungherese che subito mostra una certa intolleranza verso l’animale. E così se la prende con l’anziana: «Cosa ci fai con quel cane nel negozio? Portalo fuori», grida scocciata, aggiungendo improperi, come raccontano i testimoni. L’anziana non ci sta a farsi trattare così, anche perché il suo cane non sta dando fastidio a nessuno e la titolare del negozio le dice che può stare.
L’atmosfera si fa tesa, le due donne escono fuori ma la lite continua. In quel momento nel negozio squilla il telefono e la commerciante si estranea per qualche minuto. «Ho preso un ordine al telefono - racconta Claudia - mentre la signora Luana e quella donna ho capito che continuavano a discutere. Poco dopo l’anziana è rientrata e sono stata io stessa a dirle di lasciar perdere e di non prendersela. Mai avrei immaginato che quella donna, che era rimasta fuori, rientrasse nel negozio e desse una spinta a Luana sulla spalla». È proprio quello che accade. Krisztina Lazar, che è molto alta (un metro e 80) e robusta, spintona l’anziana che perde l’equilibrio per poi accasciarsi contro il bancone degli affettati.
La commerciante resta quasi senza parole di fronte alla scena di quella donna, giovane e robusta, che se la prende così con una anziana gracile e indifesa, solo per un cane. «Non si fanno queste cose!», grida allora alla 44enne parrucchiere. Che le ribatte: «Sì che si fanno!». E scappa via, verso piazza Mazzini.
A quel punto la fruttivendola si precipita a dare soccorso all’anziana e capisce che ha avuto un malore. Così chiama immediatamente il 118. I soccorritori della Svs cercano in tutti i modi di rianimare la donna, ma purtroppo non c’è niente da fare. Luana è praticamente morta sul colpo, il suo cuore non ha più ripreso il battito.
Intanto scattano le ricerche della polizia. Il centro operativo, coordinato dal nuovo dirigente dell’ufficio prevenzione, Walter Delfino, sguinzaglia nove pattuglie tra volanti, mobile e scientifica. Gli agenti ascoltano le testimonianze della commerciante romena e dei negozianti vicini e poi setacciano subito il centro. E dopo poco, grazie alla descrizione fornita dalla fruttivendola e dall’amica della vittima, rintracciano l’ungherese. A notarla per prima è una poliziotta della mobile, che alla vista di una persona corrispondente alla descrizione, le scatta una foto con l’iphone e la invia ai colleghi tramite sms e mail. Gli agenti delle volanti mostrano l’immagine alla fruttivendola che la riconosce senza dubbi. E così nei confronti della Lazar scatta il fermo di polizia.
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