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«È un bilancio di destra pieno di tasse e sprechi»
LIVORNO. «Voteremo contro il bilancio. E non presenteremo nessun emendamento. E' la decisione che abbiamo preso a fronte dello sfilacciamento dell'azione amministrativa, che non è riuscita a...
LIVORNO. «Voteremo contro il bilancio. E non presenteremo nessun emendamento. E' la decisione che abbiamo preso a fronte dello sfilacciamento dell'azione amministrativa, che non è riuscita a rispettare gli impegni che erano stati assunti dal sindaco nella verifica di metà mandato con il documento "Verso il 2014"». Il coordinatore Benedetto Tuci, a poche ore dall’inizio della discussione sul bilancio in consiglio comunale, sancisce così la definitiva rottura tra l’Idv e il Pd.
«Ringraziamo l'assessore Valter Nebbiai per essere venuto nella sede del nostro partito a spiegarci la manovra decisa dalla giunta - prosegue Tuci - ma è stato l'unico contatto che abbiamo avuto con l'amministrazione: un percorso partecipativo assolutamente insufficiente. E soprattutto nessun segnale in un momento di crisi così grave. Manca un progetto di contenimento dei costi della politica, di razionalizzazione della macchina amministrativa, di cambiamento di indirizzo nelle società partecipate: non basta chiamare un commissario che costa più dell’intero consiglio d'amministrazione, ma per queste aziende bisogna avere delle idee per dare loro prospettive di funziamento e di bilancio». Tocca al consigliere Lorenzo Del Lucchese entrare nel dettaglio tecnico della manovra. Criticandola severamente. «A proposito di Imu - afferma - avevamo proposto di differenziare le aliquote sulle seconde case, tra quelle sfitte e quelleaffittate con regolare contratto registrato. In questa maniera, puntavamo a favorire la locazione degli immobili, a fronte di un'aliquota più bassa, e a contrastare il fenomeno dei contratti in nero. Non ci sembra che la giunta abbia recepito questa indicazione. Ma anche sul fronte degli investimenti, l'amministrazione sta sbagliando: tra le priorità, infatti, c'è la ristrutturazione dello Chalet della Rotonda. In una fase come questa, spendere 900mila euro per lo Chalet non ha alcuna giustificazione: non credo sia sentito dalla collettività come l'intervento più urgente».
Del Lucchese critica il Comune anche sul fronte dei servizi sociali e della cultura. «L’amministrazione si vanta delle risorse date a questi settori - dice - per i quali sono stati chiesti sacrifici ai cittadini però noi chiediamo di sapere come saranno spesi questi soldi: manca un report sull'efficacia della spesa. Per esempio, nell'edilizia popolare c'è un alto livello di morosità e un gran numero di assegnatari senza titolo, a dispetto di una lista d'attesa di 1.800 famiglie. L'amministrazione fa poco e nulla per combattere questo fenomeno, che è ingiusto per coloro che aspettano una casa e che fa ricadere i costi su tutta la comunità». Andrea Romano, capogruppo dell'Idv in consiglio, parla invece di «bilancio di destra», ed elenca una serie di provvedimenti che proprio non lo convincono. "Aumenta l'imposizione fiscale anche sulle fasce più deboli - afferma - e il sindaco dovrebbe smetterla di attribuire tutte le responsabilità al premier Monti: è il Pd che sostiene quel governo. Ci sono tante cose che non tornano in questo bilancio che di sprechi è pieno zeppo: perché è stato tagliato il salario accessorio agli operai e agli impiegati delle società partecipate mentre ai dirigenti è stato confermato il premio di produzione? Perché , nonostante le ingenti somme spese per le manutenzioni, le strade e i marciapiedi sono così malridottì, al punto che continua a crescere la spesa per l'assicurazione a carico del Comune per far fronte agli incidenti? Come è possibile che per interventi edilizi, come quello di via Goito, si siano previsti degli oneri a scomputo per future opere invece del pagamento degli oneri stessi? Stiamo parlando di una rinuncia di 3.300.000 mila euro, quasi lo 0,7 di Imu…» »Non possiamo votare un bilancio - conclude Romano - che a settembre potrebbe essere stravolto: il sindaco ha detto che c’è il rischio di tagli ai servizi».
Alessandro Guarducci
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