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Cgil: «A Livorno 800 esodati» Giovedì in piazza
LIVORNO. Sono circa 800 gli esodati residenti a Livorno, a dirlo sono la Fiom Cgil e il Comitato dei lavoratori in mobilità. Andando nello specifico, di questi 800: «220 sono i lavoratori in mobilità...
LIVORNO. Sono circa 800 gli esodati residenti a Livorno, a dirlo sono la Fiom Cgil e il Comitato dei lavoratori in mobilità. Andando nello specifico, di questi 800: «220 sono i lavoratori in mobilità per i prossimi 3 anni - dice Enzo Cozzolini (nella foto accanto), fondatore del Comitato - 35 gli esodati delle Poste, 80 quelli delle banche e circa 440 le persone in contribuzione volontaria». Cioè i licenziati, senza lavoro, ultra 50enni, costretti a pagarsi i contributi per arrivare alla pensione. «Riteniamo - dice Enrico Pedini, segretario Fiom Cgil - che il governo debba sanare le situazioni di tutti i lavorati che, al 31 dicembre 2011, avevano i diritti per andare in pensione, sulla base della vecchia normativa. Attendiamo l'emanazione del decreto e subito dopo faremo un'assemblea per dire ai lavoratori ciò che dovranno fare per vedere riconosciuto il loro diritto alla pensione. Noi definiamo questo decreto un terno al lotto perché ci sarà chi sarà primo, chi sarà secondo, chi non rientrerà nella nuova normativa, sarà un caos». Nel frattempo, la Cgil sarà in piazza giovedì prossimo alle 10 con un presidio davanti alla Prefettura: «Con la speranza di essere ricevuti dal Prefetto e di trovare una soluzione a questo problema così importante» continua Pedini. Al fianco della Cgil, in piazza, ci saranno i lavoratori della Fiom, delle poste, delle agenzie assicurative dei bancari, i lavoratori esodati dei trasporti e una piccola delegazione di pensionati. »Siamo molto preoccupati per la situazione - dice Cozzolini - alcuni lavoratori sono disperati, altri non si rendono conto che rischiano di rimanere senza pensione, quando, a partire dal prossimo anno scadrà la mobilità. Ci chiediamo cosa succederà allora. I lavoratori per fare la domanda di pensione, si rivolgeranno di certo ai patronati che saranno presi d'assalto, così come gli Uffici del lavoro poiché saranno loro, e non più l'Inps, a ricevere le richieste. Ci aspettiamo sovraffollamento e caos. Se è vero - continua - che il 2 luglio verrà Bersani, noi cercheremo di parlare con lui, faremo pressione sulla politica per sistemare la cosa». Come sempre la Cgil si dichiara a fianco dei lavoratori: «Daremo loro tutto il supporto necessario - conclude Pedini - ma se il governo non farà qualcosa non è escluso che arrivino anche a fare richiesta di risarcimento per danni morali».
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