Il Tirreno

Livorno

Bidoni tossici: arriva la Marina militare

di Giorgio Carlini
Bidoni tossici: arriva la Marina militare

La nave idrografica Magnaghi sarà spostata dalla Sicilia alla Gorgona per cercare i 72 fusti ancora non individuati

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LIVORNO. Adesso è ufficiale: per la ricerca dei bidoni tossici dispersi al largo dell'isola di Gorgona scenderà in campo la Marina militare. «La nave idrografica Ammiraglio Magnaghi - si legge nel comunicato diffuso dal comando di Roma - sarà impegnata nei prossimi giorni nella localizzazione dei fusti non ancora individuati persi in mare dall'Eurocargo Venezia».

Così, mentre le operazioni di recupero del materiale rintracciato dalla Sentinel giungono al termine, si può guardare con un po' più di ottimismo ai 72 "contenitori fantasma" che mancano all'appello.

La vicenda del cargo mercantile della Grimaldi Lines, che il 17 dicembre scorso perse in mare parte del carico a causa di una violenta mareggiata, è ormai cosa nota. Così com'è nota la lunga scia di polemiche che sono seguite, a cominciare dai ritardi con cui furono fornite informazioni alle istituzioni e ai cittadini dell’area costiera. Tanto che l'episodio fu svelato solo dal “Tirreno”.

I successivi rimpalli di responsabilità e la trattativa con la società armatrice per organizzare la bonifica dell’area marina hanno innescato vivaci proteste di partiti, associazioni e di gruppi spontanei di persone riuniti sotto lo slogan «Il mare non è una discarica». Un altro slogan, «Togliete quei bidoni», campeggia invece una petizione popolare cominciata una decina di giorni fa che ha già raccolto oltre 1500 adesioni (tra queste, quella del vescovo Simone Giusti).

Dai primi di giugno sono intanto cominciate le operazioni di recupero del materiale (144 obiettivi individuati dal robot, tra 89 fusti pieni, 36 vuoti e 19 sacchetti pieni).

Ancora oggi resta però la preoccupazione per i 72 bidoni non ritrovati, persi chissà dove, a una profondità stimata di oltre 400 metri. La Regione, le province e i comuni di Livorno e Pisa nei giorni scorsi hanno inviato al presidente del Consiglio Monti una richiesta affinché il governo si attivasse con tutti i mezzi a disposizione, per consentire il recupero dei fusti nel minor tempo possibile.

Ora, finalmente, arriva l'ufficialità dell'impiego della Marina militare. La nave Magnaghi, al comando del capitano di fregata Maurizio De Marte, è dotata di moderne apparecchiature idro-oceanografiche e di sofisticati software per l'elaborazione.

Al momento non c'è una data precisa per l'inizio dell'attività. L'unità attualmente sta svolgendo dei rilievi nelle acque della Sicilia. Al più presto sposterà le sue operazioni nei pressi dell' Isola della Gorgona iniziando la ricerca.

Resta da decidere chi pagherà le spese. Nella lettera delle istituzioni si chiedeva che lo stato si rivalesse sulla società armatrice.

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