Il Tirreno

Livorno

«Sull’ippodromo perso tempo prezioso»

Rifondazione accusa il sindaco: con la delegittimazione dei lavoratori non si esce dalla crisi

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LIVORNO. L’Ippodromo Caprilli rischia di rimanere chiuso. E i dipendenti della Labronica Corse di trovarsi senza lavoro. Per Rifondazione comunista, questa situazione si è determinata anche per l’atteggiamento del Comune, che avrebbe perso troppo tempo nell’individuazione della soluzione. A sostenerlo è il segretario Lorenzo Cosimi.

«E' la prima volta che l' amministrazione comunale - scrive - assume l'impegno di garantire uno sbocco lavorativo a tutti i lavoratori di una azienda in crisi. Questa novità trova la spiegazione nel fatto che si tratta di una società del tutto partecipata dal Comune, ma è figlia anche della consapevolezza della superficialità con cui l'Amministrazione comunale accettò che i privati, alle prime avvisaglie della crisi, abbandonassero la nave di cui erano proprietari al 50%; tipico esempio di socializzazione delle perdite. L’ amministrazione dopo aver accarezzato l'idea di risolvere i problemi affidandosi al "santo mattone", la variante della Ceschina, ha dato l'impressione di non avere un progetto, ha perso tempo per l'apertura del Bando per la gestione, ha vagheggiato improbabili concorsi di idee, ha mostrato una sostanziale non considerazione delle idee e dei progetti che i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali hanno in questi mesi messo in campo».

«A lavoratori e sindacati - aggiunge il segretario del Prc - che pur di garantire la riapertura della stagione con la venuta di Alfea, hanno dichiarato la loro disponibilità a rimanere in cassa integrazione, perchè il problema della loro occupazione non costituisse ostacolo il sindaco, a quanto si legge, si è fatto tramite della richiesta di Alfea di firmare liberatorie per i l loro licenziamento. Alla controprosta di mettere tutto nero su bianco, con un accordo che vedesse contraenti Amministrazione-Alfea-Sindacato si è detto che non è possibile».

«Premesso che chiederemo al Sindaco di rispondere in consiglio su questi fatti - conclude Lorenzo Cosimi - ricordiamo ancora una volta che la delegittimazione del lavoro e delle sue rappresentanze non è la via per uscire dalla crisi ma solo la strada che porta a peggiori disastri».

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