Gioco
Volanti mon amour, Caroti va via
Dopo dieci anni, il dirigente lascia l’Ufficio prevenzione: «Un periodo intenso, ho dato e ricevuto tanto»
LIVORNO. Dall’arresto della banda dei garage al ritrovamento di due ragazzine scomparse; dalla cattura di uno svizzero accusato di omicidio (blitz registrato persino dal Corriere del Ticino) al sequestro di uno yacht, in fuga in mare. E ancora, dal fermo di un sospetto pedofilo in azione sia on line sia di persona, a numerosi arresti di rapinatori e scippatori. Dieci anni intensi e indimenticabili quelli di Stefano Caroti alla guida delle Volanti della questura livornese. Ieri per lui era l’ultimo giorno da dirigente dell’Ufficio prevenzione. Da domani sarà a capo dell’Immigrazione. Le pareti dell’ufficio sono spoglie, non ci sono più i quadri quando manca poco più di un’ora all’addio. Ed è difficile trattenere l’emozione mentre si portano via le proprie cose dall’ufficio. Un gesto che diventa un rito. Un rito che è il manifesto di un periodo che si chiude per Caroti e per i suoi uomini, con i quali, negli anni, ha stabilito un rapporto personale molto profondo, pur sempre nel rispetto dei ruoli.
«Ho dato tanto, ma ho anche ricevuto molto - dice Stefano Caroti - il bilancio è pari». Poi aggiunge orgoglioso: «Sono tra i dirigenti dell’Upg più longevi d’Italia: dieci anni non sono pochi, ma mi sono sembrati un battito d’ali. E in questo tempo il mio amore per la squadra volante è cresciuto, è maturato... ebbene sì, lo ammetto, mi sono innamorato!». Prima di approdare alle volanti livornesi, Caroti ha lavorato a Roma, dove ha seguito il corso da vice-commissario, poi ha prestato servizio a Genova come capo del centro operativo della stradale e a Volterra in qualità di dirigente del commissariato. Per poi volare a Livorno, nella sua città, come vice capo della squadra mobile, allora guidata dall’attuale vicario Paolo Rossi. Caroti ha quindi preso il timone della squadra volante nel gennaio del 2004, anche se vi aveva già lavorato a periodi nei due anni precedenti.
Un colpo di fulmine per Caroti, che più volte ha confidato ai suoi che, se avesse potuto scegliere, non avrebbe mai lasciato quell’ufficio. Ma qual è il valore aggiunto dell’Ufficio prevenzione? «È un lavoro che ti impegna e coinvolge 24 ore su 24, e questo richiede impegno e passione. Bisogna stare sempre con gli occhi sulla città». Ma c’è dell’altro: «La vera ricchezza, però, nelle volanti come in altri campi, è il personale- dice Caroti - Senza validi collaboratori un dirigente può fare poco. E questi ragazzi sono competenti e appassionati». Con loro, grazie all’intuito e alla scaltrezza, Caroti ha guidato operazioni che di solito competono alle sezioni giudiziarie. Al suo posto, come stabilito dal nuovo questore Marcello Cardona, alle volanti arriverà Walter Delfino, attuale dirigente dell’Immigrazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
