Il Tirreno

Livorno

Sos Scolmatore, ora la foce torna a insabbiarsi

di Mauro Zucchelli
Sos Scolmatore, ora la foce torna a insabbiarsi

Il problema era stato risolto soltanto a metà: si riaffaccia a meno di sei mesi dalla prima ripulitura fatta dall’Authority

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LIVORNO. La foce dello Scolmatore torna a insabbiarsi: a distanza di neanche cinque mesi dalla fine dell'operazione di ripulitura con le ruspe inviare dall'Authority, con la bassa marea torna a affiorare una lingua di sabbia che da nord chiude per metà la foce. Certo, niente di paragonabile a quella montagnola di sabbia con tanto di alberelli, cespugliame e uccelli nidificanti che fino all'autunno scorso aveva ridotto la larghezza della foce da 120 metri a non più di una ventina. Eppure quel che si sta verificando la dice lunga su quanto sia indispensabile le foce armata per evitare che questa zona torni a insabbiarsi.

Tutta colpa del fatto che finora è stato possibile portar via solo 27mila metri cubi: in pratica la parte al di sopra del pelo dell'acqua. Ma è rimasta tutta la parte sommersa, che è cinque volte tanto. Ma non è solo una questione di quantitativi da asportare. C'è anche una ben diversa regolamentazione da rispettare. Rimuovere i fanghi che stanno sott'acqua equivale a un dragaggio dei più inquinati fondali del porto, anche perché siamo al di là del ponte della strada per Tirrenia e si rientra in una zona sottoposta ai vincoli delle aree marine. Inutile dire che questo allunga di gran lunga i tempi.

In realtà, c'è anche un altro aspetto che può aggravare l'accumulo di sabbia alla foce dello Scolmatore (che, bisogna ricordarlo sempre, è un'opera di difesa idraulica nata per salvare Pisa dalle piene dell'Arno). Finora una rilevante parte dei detriti trasportati dallo Scolmatore finiscono nella Darsena Toscana, cioè all'interno del porto di Livorno, perché - proprio in seguito al "tappo" sulla foce - le acque del canale "svoltano" dentro il porto di Livorno attraverso le "porte vinciane" portando con sé 28mila metri cubi di melme ogni anno (che "mangiano" dunque quasi 70 centimetri di fondale). L'intesa con Pisa al tavolo della Regione ora farà respirare il porto di Livorno tenendo le "porte" quasi sempre chiuse: ma questo significa che questa valanga di detriti finirà verso la foce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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